Parete Nord della Presanella (3556m): 3 Sciatori e 1 Tavolaro

“La Nord della Presanella?!?! No dai non ho voglia, andiamo a fare Cima Prato Fiorito piuttosto…!!”
Ed invece eccomi qua, in meno di 48 ore mi ritrovo attaccato con le picche, i ramponi e la tavola in spalle, a quella che da sempre rimane nei sogni più profondi di qualsiasi tavolaro alpinista: la Parete Nord della Presanella, ovvero 600 metri di canalone ripidissimo e ghiacciato che in discesa è già complicato da fare con 4 lamine, figuriamoci con 2!

“Salta, gira, atterra e spera!” – E’ questa la filosofia con cui fai le prime curve su di un pendio ghiacciato e crostoso che inizialmente supera i 55° di pendenza, per attestarsi poi attorno ai 50° e mollare verso la fine a poco più di 45°.
A giochi fatti, ripensandoci meglio, non so se era il caso di scendere con lo snowboard con quelle condizioni di neve dura e crostosa. Fatto sta che sono arrivato in cima con l’idea di scendere e non ci ho dovuto pensare troppo per prendere una decisione… anzi, a dire il vero non ci ho proprio pensato…

(nord presanella)

La parete Nord della Presanella

Ma partiamo con ordine…

Siamo in fondovalle a inizio maggio nella località di Stavel nei pressi del paese di Vermiglio in provincia di Trento.

Sono le 19.00 e l’allegra combricola formata da 3 sciatori (Luca Longhi, Alessio del Pero e Lorenzo dal Doss) e 1 tavolaro (Guido Snowmotion), si mette in moto con solamente un paio di ore di ritardo rispetto al programma… obbiettivo per la serata?!? Arrivare al rifugio Denza a quota 2300 metri dove passare la notte.

Davanti a noi 1100 metri di dislivello, metà dei quali da fare su sentiero ripido e il resto con sci/ciaspole e spesso ramponi ai piedi. Ovviamente al buio e con 15 chili di zaino a testa almeno!

Una volta nei paesi si mormorava “il giorno prima della vera gita è importante non fare troppa fatica ed essere al rifugio prima che diventi buio”… dire che ci siamo quindi, tutto a posto, tra mezz’ora è buio e noi dobbiamo ancora partire!

(nord presanella)

Trova l'intruso!!

(nord presanella)

Si preparano gli zaini.... non meno di 15kg a testa!

(nord presanella) salita al rifugio denza

Dai Alessio, hai fatto solo un decimo del dislivello che hai davanti... pesa lo zaino vero?!?

Il sentiero che porta al Denza non l’avevo mai fatto; non sapevo proprio dove bisognasse andare nonostante avessi ben studiato preventivamente il percorso a tavolino la sera prima.

Avevo solamente una vaga idea della direzione da seguire ma nulla più… ma tanto di notte, senza un filo di luce e un frontalino da quattro soldi in testa, anche le idee più precise possono andare a quel paese!

Di conseguenza, per la salita, meglio affidarsi al proprio fiuto per capire dove e come muoversi nella speranza di non perdersi al primo bivio. Per fortuna, ogni tanto, c’era qualche cartello a indicare la strada da seguire…

(nord presanella)

Forse era meglio partire un po prima... durante la salita al rifugio neanche un briciolo di luna e neve dura come vetro... giusto perchè il giorno prima è meglio non affaticarsi troppo!!

Il sentiero per andare al rifugio Denza da Stavel “è tranquillissimo” mi ha detto il giorno prima Lorenzo…

Il primo pezzo è una scala che ti fa fare oltre 500 metri di dislivello tutti d’un botto senza mai mollare. Finita la scala, messe le pelli o le ciaspole, si prosegue attraverso un bosco rado per poi attraversare un paio di tratti ripidi ed esposti per poi nuovamente affrontare una nuova rampa per gli ultimi 200 metri di salita… Poi tutto ad un tratto, finalmente, arriva il rifugio!

Ci sono arrivato così, al buio, ho visto una sagoma e ho detto “era ora!”

Sono solo le 22.30… dopo 3 ore e mezza di marcia no stop con lo zaino che sembra pesare sempre di più, arriviamo-prima io, poi Alessio, poi Lorenzo e più tardi Luca-al rifugio Denza a 2300 metri di altezza.

L’importante è che ora ci siamo tutti. Il bivacco invernale doveva essere vuoto e invece ci sono altre 5/6 persone che cercano di dormire mentre noi facciamo un gran casino tra sacchetti di plastica, zip, frontalini e tanta voglia di andare a dormire… “domani vediamo cosa succede, buonanotte!” (e scusate per il rumore!)

La notte passa come sempre in uno stato di dormi veglia che per me fortunatamente è più di dormi che di veglia, per altri no… Fuori il vento fischia forte… chissà che casino sta facendo sul pendio dove dobbiamo salire domani…

Ore 4.30, suona la sveglia. Colazione. Preparare lo zaino. Uscire, freddo, gelo, giornata stupenda… Si parte!

(nord presanella) bivacco denza

Sveglia sveglia è ora di andare!!

(nord presanella) rifugio denza

Il rifugio Denza all'alba. Ore 5.30.

Dal rifugio la Nord è li che ti guarda: sembra vicina, vicinissima e invece è lontana, lontanissima, più di quello che pensavo… anche perché, oltre al peso della tavola, alla corda che ci lega e il freddo becco, per arrivare all’attacco bisogna prima salire 200 metri su terreno piacevole e tranquillo per poi trovarsi di fronte all’inaspettata sorpresa: la dove una volta c’era il ghiacciaio, ora c’è solamente un vallone di 200 metri che bisogna prima scendere per poi risalire ulteriormente…

Mi consulto con i compagni. Gli dico che sono abituato a salire e basta e che se c’è un’alternativa la seguo, anche se è più lunga…

Fatto sta che per non dover prima scendere per poi risalire, io e i compagni “bipedi”, scegliamo di rimanere in quota, aggirare completamente il vallone e raggiungere l’attacco della Nord passando più a Ovest rispetto alla via normale.

(nord presanella) avvicinamento

Dal rifugio Denza in avvicinamento... la cima è più lontana di quello che sembra, molto più lontana!

(nord presanella) avvicinamento

Da bravi alpinisti legati nodi "a palla" compresi!

(nord presanella) vista

In alto pieno inverno, in valle tutto verde... figata!

(nord presanella) avvcinamento

L'ultimo tratto di avvicinamento su ghiacciaio: "il tavolaro tira...!!"

Dopo 4 ore siamo all’attacco. Superiamo la crepacciata terminale grazie ad un gradino di neve ed ecco che finalmente si comincia a fare sul serio.

Dal basso, come tutte le pareti ripide, il canalone Nord della Presanella sembra una passeggiata: “un’oretta scarsa e siamo su” sono le mie ultime parole famose pensando di trovare una bella traccia per salire… e invece no, niente traccia ed al suo posto tanto vento, freddo, cascate di neve che arrivano dall’alto da quelli che ci precedono e 2 ore di notevoli sforzi per arrivare fino in cima…

(nord presanella) vista

Luca e Alessio guardano la cima e insieme pensano "azz, quanto è su ancora!!"

(nord presanella) crepacci

Attenzione ai crepacci... sempre!

(nord presanella) terminale

Superare il terminale. Cominciare a fare sul serio.

Procediamo slegati, picozzata dopo picozzata… Lorenzo davanti, io lo seguo, Alessio e Luca dietro di me ma li perdo di vista rapidamente…

(nord presanella) salita

E come disse Guido "un'oretta scarsa e siamo su!!"

(nord presanella) salita

Dai Luca la vera salita è appena cominciata... mica sentirai le 4 ore di avvicinamento appena fatte vero?

2 ore con la picca in mano, sostenuto dai ramponi, un gran freddo alle mani ma soprattutto, a 30 metri dalla cima, piede destro insensibile per mancanza di circolazione… Apro gli scarponi, la circolazione riprende, un male bestiale per 10 minuti mi fa pensare per un attimo che non posso scendere con la tavola… poi per fortuna, piano piano, il dolore tace, il piede torna in condizioni normali e anch’io posso fare gli ultimi metri per arrivare in vetta e fare la classica foto accanto alla croce…

(nord presanella) cima

Classica foto accanto alla croce...

(nord presanella) salita

Si sale con un solo obbiettivo... scendere!!!

(nord presanella) salita

Da sotto sembrava una passeggiatina.... come sempre!!

(nord presanella) uscita verso la cima

Dai Guido manca poco... Ma non bisognava metterci "un'oretta scarsa" dal terminale?!?

La cima della Presanella la conosco bene: la normale da sud l’ho già fatta qualche anno fa con la split-board, in estate più volte; questa volta però non è la salita a preoccuparmi, è la discesa…

La salita l’ho fatta solamente perché se devo affrontare una discesa estremamente ripida preferisco prima salirla a piedi per tastare la neve, sentire che aria tira, vedere di che cosa si tratta… Ed è stato proprio così: durante la salita ho visto, sentito, toccato e analizzato; in cima non ci ho pensato su due volte, anzi non ci ho proprio pensato!

Tutto è stato automatico: mettere via ciaspole e bastoni, stringere gli scarponi, impugnare bene la picca, allacciare la tavola e via… si parte!

(nord presanella) snowboard

Si vede dove comincia ma non dove finisce...

Condizioni della neve non perfette, anzi, per un tavolaro direi al limite del possibile. Il vento della notte prima ha fatto il suo lavoro…

Neve dura, ventata, crostosa e in alcuni punti ghiacciata per il primo tratto più ripido che supera, se pur di poco, i 55° di inclinazione. Per fortuna che il giorno prima ho tirato e rifilato a dovere le lamine della mia Pantera!

(nord presanella) dalla cima

Pronti?!? Via!!! 4 è meglio di 2!!!

“Salta, gira, atterra e spera!” – Le prima quattro curve sono da brivido. Per scendere devi caricare le gambe, ollare, fare un 180° e sperare di riprendere la neve senza scivolare… le conseguenze possono essere drammatiche…

1, 2, 3, 4, 10 curve e la prima metà del pendio è andata. Il pezzo più difficile è superato.

Ad ogni curva pezzi di neve chi si staccano, un fiume di pietre bianche scende assieme a te rendendoti euforico… Dopo metà discesa, finalmente, il pendio comincia a mollare e la neve a farsi più morbida. Le curve per arrivare in fondo diventano poche e veloci: ad ogni cambio lamina ti porti via un sacco di neve che sembra di scendere assieme a tutto quanto il pendio… l’entusiasmo è all’apice, il sangue pulsa nelle vene, l’adrenalina gira veloce, che momenti!!

(nord presanella) nel canalone con gli sci

A tre quarti circa... ancora 400 metri di adrenalina!!

Scendo lungo il ghiacciaio canticchiando felice, guardo indietro la parete appena tracciata che da qui sembra ancora più ripida… scariche di energia ed ecco che in un attimo sono di nuovo al rifugio felice come un bambino…

E’ andata…. la terza ripetizione è mia! Dopo la discesa di Alberto Schiavon e Medioli Lollo, la medaglia di bronzo va al sottoscritto che avrebbe preferito di gran lunga “Cima Prato Fiorito” alla Nord della Presanella!! ;)

Io e Lorenzo ci spaparanziamo al sole sul tetto del rifugio ricoperto ancora dalla neve. Alessio e Luca stanno scendendo adesso, li guardiamo, li commentiamo, prendiamo il sole e aspettiamo che arrivino per tornare alla macchina…

(nord presanella)

Il riposo dei guerrieri... Luca e Lorenzo al rifugio dopo la discesa.

L’idea di fare tutta la strada fatta il giorno prima in discesa mi fa star male… è il momento peggiore della gita… per fortuna però che anche quest’anno numerose slavine arrivano fin quasi giù in valle e questo ci permette, sciando tra rocce, rami, torrenti, macigni di neve gelata, buchi e tof di vario genere e tipo, di arrivare in breve tempo fin giù quasi al parcheggio tavola/sci ai piedi… che sollievo!

Ora sto solamente pensando alla birra, alla doccia e ovviamente alla prossima traccia da fare… Perché funziona così: è come un gioco che non finisce mai!

(nord presanella)

Slavine primaverili di fondovalle dove si surfa tra sassi, tronchi e rami... il top per tornare alla macchina risparmiando 3 ore di cammino in discesa a piedi!!

Un ringraziamento particolare ai miei 3 compagni di avventura,  a chi ci ha sopportato in bivacco la sera prima e soprattutto alle lamine della mia Pantera che anche questa volta hanno fatto il loro dovere!

MATERIALE UTILIZZATO
Tavola: Nitro – Pantera 157
Attacchi: Raiden – Machine
Scarponi: Nitro – Select
Imbragature, corde, moschettoni e altro materiale alpinistico: Mammut

NOTE TECNICHE
Dislivello complessivo: 2300 metri circa.
Dislivello parete Nord dal terminale: 550 metri.
Avvicinamento: su ghiacciaio, presenza di crepacci.
La Nord della Presanella è un itinerario alpinistico classico che in questa stagione in salita non presenta particolari difficoltà a parte il lungo avvicinamento su ghiacciaio.
Per la discesa con gli sci e ancora di più con la tavola, si raccomanda massima padronanza delle tecniche di discesa sci o snowboard su terreno estremamente ripido, assenza di vertigini, conoscenza dell’ambiente di alta quota, conoscenza della neve e attrezzatura adeguata.
Il pendio nella parte alta supera i 55° di inclinazione per alcuni metri, si mantiene sui 55° per circa 200 metri per poi portarsi a 45° nella parte finale.
La parte alta del pendio Nord della Presanella è spesso duro e crostoso per colpa dell’azione del vento. E’ fondamentale salire lungo la parete se si ha intenzione di scenderla sci o tavola ai piedi.
Con lo snowboard, la discesa è riservata solamente a pochi rider esperti e consapevoli dei possibili rischi.

Txt+Ph: Guido Colombetti

(nord presanella) il canalone nord

A sinistra la parete nord della Presanella: 600 metri di adrenalina! A destra, il ghiacciaio "pensile": altre linee per altre avventure...

(17 maggio 2011)© Riproduzione riservata

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