Nord Del Cristallo (3431): Direttissima In Solitaria
Ghiacciai dello Stelvio, venerdì 25 giugno 2010: c’è ancora tantissima neve in quota e ha anche nevicato di recente. I ghiacciaio sono bianchi scintillanti, il cielo è blu intenso, la temperatura ideale, non c’è un filo di vento… La parete nord del Cristallo chiama…

La parete Nord del Cristallo
Partenza dal Passo dello Stelvio a quota 2800 alle 7.30 di mattina e salita con impianti fin sotto all’attacco della parete nord a poco più di 3000 metri d’altezza. Fin qui niente fatica in quanto usando funivie e skilift si risparmia un bel po di fatica.
Subito sotto l’attacco della parete ci metto poco a calzare i ramponi, mettere la tavola in spalla e, armato di una sola picozza, partire alla conquista della cima salendo su dritto in verticale.
La salita procede regolare nonostante la neve abbia già mollato per circa 10 cm di firn superficiali con fondo bello ghiacciato. Le spicozzate non si contano… “pam” “pam” “pam”… a forza di dargliene in solamente mezz’ora sono alla croce di vetta impiegandoci la metà del tempo che normalmente ci vuole.

La nord vista da dove si comincia a salire con le picche…

Salendo…
Su dritto, piede dopo piedi, spicozzata dopo spicozzata, guadagno quota in fretta e la croce non tarda ad arrivare: 300 e passa metri di dislivello verticali su neve e ghiaccio portati a casa con successo. Ottimo direi!
La salita è stata rapida ma non facile: traccia da fare su neve molla in superficie, media del pendio 50° con punte di 55° e passaggi ancora più ripidi. Girando lo sguardo verso il basso ti accorgevi che la parete vista dal basso non sembrava assolutamente così in piedi.. azz… la tensione è continua per tutto il tempo fino a quando non arrivo in cima…

Autoscatto in vetta con la croce alle spalle!
Una volta in vetta, il pensiero va subito alla discesa da fare con lo snowboard… la paura è quella che il primo strato superficiale di neve si stacchi alla prima curva e che tu scendi assieme a tutto il pendio finendo sotterrato sotto una montagna di neve bagnata e pesante come cemento… meglio non pensarci e godersi il panorama che è ovviamente indescrivibile!
Da quassù si vedono tutti i ghiacciai del gruppo Ortles-Cevedale e le sue cime: Gran Zebrù, San Matteo, Palon de la mare, Vioz, Cevedale, Ortles, Thurwieser, Coni di ghiaccio e chi più ne ha più ne metta… tutte ancora perfettamente innevate, uno spettacolo, un’emozione pura, qualcosa di cui poter vivere per i prossimi 50 anni… o per le prossime 50 ore…

Panorami infiniti…
Ci siamo… tolti i ramponi, sistemata la picca nello zaino, infilato il casco, è l’ora dello verità…
E’ da un mese che aspetto questo momento: scendere dalla nord del Cristallo in direttissima e in solitaria, no pain no gain, se non ci credi non lo fai…
La prima curva è un’emozione unica, la parete non è ancora così ripida, dalla quarta curva in poi il pendio comincia a “incazzarsi” per bene raggiungendo presto i 50° di pendenza, uno sbaglio e parti assieme a tutta la neve che c’è sotto ai tuoi piedi…
Per fortuna, 10/15 centimetri di firn rendono la discesa meno difficile del previsto e ad ogni salto in 180 per curvare, l’atterraggio ti accoglie morbidamente, la tavola si ferma e hai tutto il tempo per saltare nuovamente e girarti di altri 180 gradi per cambiare lamina… una 40ina di curve tutte saltate e finalmente la parete nord è conquistata, salto del crepaccio terminale compreso!
Un’altra linea portata a casa con successo, in solitaria, con il solo tuo respiro ad accompagnarti in discesa ed in salita… certo, sconsigliata ai meno esperti, la salita e la discesa dalla nord del Cristallo va fatta solamente quando ci sono le condizioni adatte, sia di neve sia di meteo, sia mentali che fisiche.
Da solo non puoi andare se non te la senti, devi essere deciso, conoscere le tue capacità, i tuoi limiti, non devi rischiare, uno sbaglio e se nei guai. Incoscienza? Forse anche no considerando che comunque sei sopra le piste da sci dello Stelvio, il telefono prende e sono in molti da sotto a vederti; certo, se si stacca qualcosa, si apre un crepaccio all’improvviso, non puoi farci niente, il rischio c’è sempre perchè comunque appeso alla parete sei da solo…

La partenza dalla vetta, per ora ancora no problem

Ci siamo… il pendio si “inkazza”!


Anche questa volta è andata… tutti i pensieri della notte prima si dissolvono con l’ultima curva, il rientro al passo è un puro piacere pensando alla linea appena tracciata che ancora da lontano si vede ma è destinata anch’essa a scomparire a breve sotto il caldo di fine giugno… ma non sarebbe meglio andare al mare in questa stagione?

E’ andata…!!
NOTE SULLA NORD DEL CRISTALLO CON LO SNOWBOARD
Salita fatta il 25 giugno con condizioni neve ottimali, senza tracce precedenti.
Neve molla firn per i primi 10/15 centimetri, sotto fondo ghiacciato da picozza.
Attrezzatura: 1 picozza (consigliate due), ramponi. Eventuale imbragatura e attrezzatura normale d’alpinismo per tratti in conserva nel caso non si faccia in solitaria.
La salita e discesa dalla nord del Cristallo è consigliabile solamente a snowboarder alpinisti in ottime condizioni fisiche, ben allenati e con attrezzatura. Richiesta esperienza alpinistica d’alta quota e ottima padronanza della tavola in discesa.
Non per tutti, classificata come OSA (Ottimi Sciatori/Snowboarder Alpinisiti).
Pendenza media del pendio 50°, massima 55° o poco più.
Via normale di accesso alla vetta lungo la cresta.
Txt+Ph: Guido Colombetti
(2 luglio 2010)© Riproduzione riservata






