Preconcetti e luoghi comuni
Neve
Valanghe
- Classificazione
- Tipologie di valanghe
- Il bollettino valanghe
- Quando cadono le valanghe?
- Preconcetti e luoghi comuni
- Gli incidenti da valanga
- Le valanghe nella storia
Maggiori informazioni: AINEVA
Fondamentale per ridurre la nostra esposizione ai pericoli della montagna in inverno, è la lettura di questa semplice pagina n cui sono riassunti i luoghi comuni e i preconcetti che accompagnano l’ingenuo snowboarder-alpinista così come anche moltissimi sci-alpinisti ed escursionisti invernali.
Leggete bene le seguenti regole e fatene tesoro!
Il freddo consolida la neve, quindi non si rischia.
Questa è una delle convinzioni più false, pericolose e diffuse. Questa condizione è valida solamente quando dopo un periodo caratterizzato da rialzo termico, segue una diminuzione della temperatura dovuto anche ad esempio alla normale escursione termica giornaliera. In questo caso, il manto nevoso si consolida in quanto l’acqua, rigelandosi al suo interno, crea solidi legami tra i cristalli.
Questo scenario è tipico della primavera quando durante il giorno la neve firn si scioglie e durante la notte, se sereno, rigela.
Quando dopo una intensa nevicata permane un periodo con temperature rigide, il freddo conserva l’instabilità ritardando il metamorfismo e l’assestamento del manto nevoso.
Spessori ridotti di manto nevoso e temperature fortemente negative, favoriscono la formazione della cosiddetta “brina” e l’indebolimento del manto in cui si possono creare pericolosi strati di scorrimento.
Il pendio è poco ripido.
Ma la valanga può cadere da molto più in alto! La neve fresca messa in movimento, può continuare a scivolare su pendii anche solamente di 10/20 gradi d’inclinazione. E’ fondamentale saper valutare a livello locale l’inclinazione dei pendii sovrastanti da dove si possono staccare valanghe anche di grosse dimensioni.
Non ha più nevicato da parecchio tempo, la neve si è stabilizzata.
Dopo una nevicata, se fa freddo, la coltre nevosa si stabilizza solo lentamente e si possono trovare dei pendii esposti a nord pericolosi anche parecchi giorni dopo. I lastroni da vento inoltre possono mantenersi inalterati a lungo dopo la loro formazione ed anche per alcune settimane.
C’è poca neve quindi non c’è pericolo.
Secondo le statistiche, negli inverni con poca neve si hanno circa tre volte più vittime che in inverni con molta neve.
Lo snowboarder-alpinista e gli sci-alpinisti, quando c’è poca neve, preferiscono scendere in conche e canali dove si trova spesso la neve accumulata dal vento che si può staccare facilmente sotto forma di valanghe a lastroni.
Ha tenuto il passaggio del primo, terrà anche i successivi.
Un pendio instabile non si rompe necessariamente al passaggio del primo snowboarder. Ogni persona, con il proprio passaggio può compromettere la stabilità del manto nevoso fino alla rottura. Un lastrone può resistere al passaggio di due snowboarder che tengono una certa distanza, ma staccarsi se procedono ravvicinati.
Per questo motivo, nelle zone a rischio, vale sempre la regola di procedere a distanze ragionevoli, in salita come in discesa.
Il bosco protegge dalle valanghe, al suo interno non c’è pericolo.
Solo il bosco fitto nel quale uno snowboarder passa con difficoltà è sicuro da valanghe. Un bosco rado, nel quale grandi parti di cielo sono visibili, non è sicuro.
In caso di valanga, la presenza di alberi aumenta il rischio con la possibilità di collisione contro tronchi e sassi. Cespugli e boscaglia possono favorire la formazione di valanghe.
E’ mattino presto non si rischia.
Questo è vero in primavera quando la notte è stata fredda e serena; al contrario, se la notte è stata coperta da nebbia e nuvole basse, il pericolo può essere maggiore che il giorno prima. In ogni caso, per il distacco di lastroni non c’è orario.
Asperità del terreno trattengono il manto nevoso.
Ciò vale solo per le valanghe di fondo. La tipica valanga dello snowboarder-alpinista è quella di superficie a lastroni, la quale si stacca indipendentemente dalle asperità del terreno sottostante.
Le valanghe si staccano spontaneamente in modo casuale.
Nel 95% dei casi di incidente, sono gli stessi snowboarder e sciatori a staccare la valanga per colpa del loro passaggio e del loro peso.
Solo nel 5% dei casi si tratta di fatalità. Le valanghe si staccano spontaneamente anzitutto quando i bollettini segnalano: «pericolo forte e generalizzato di valanghe». Consultando i bollettini si possono evitare queste valanghe rimanendo a casa.
Le valanghe sono un enigma delle montagne, a niente valgono guide esperte e bollettini.
Sbagliatissimo! Con le misure di prevenzione che vedremo nel prossimo capitolo, si può fare molto per ridurre il nostro rischio di esposizione ad esse. Il fatto che professionisti della montagna come Guide Alpine e ricercatori vengano spesso travolti, è dovuto alla loro più lunga permanenza in montagna ed al fatto che devono andare per primi valutando di persona ed a proprio rischio la stabilità di un pendio.
“Il sordo rumore “whoom” è rassicurante perchè indica un assestamento del manto nevoso.
Al contrario! Il tipico rumore “whoom” è un chiaro segna della presenza di strati molto deboli poggianti l’uno sull’altro e pertanto è da considerarsi il segnale d’allarme più evidente. Questo rumore accompagna quasi sempre il distacco di valanghe a lastroni: la natura non potrebbe metterci in guardia in modo più evidente.
Se mentre camminare in salita sentite un rumore “whoom” di sprofondamento, tornate subito indietro!
La carta delle valanghe è un elemento molto utile per la pratica dello snowboard-alpinismo.
Le carte delle valanghe indicano il percorso delle grosse valanghe abituali, distogliendo l’attenzione da pendii localmente pericolosi e non visibili sulla carta.
Questo pendio è pieno di fessure, meglio spostarsi altrove.
Invece può essere considerato abbastanza sicuro; infatti non sussistono più tensioni nel manto nevoso che ha trovato un suo nuovo equilibrio. Questi pendii scivoleranno solo se vengono inumiditi ed inizia il metamorfismo di fusione e rigelo.
La valanga è già caduta, quindi non c’è più pericolo.
Non è assolutamente detto, in quanto se a monte c’è ancora neve instabile, questa può scendere in un secondo momento in quanto il suo equilibrio può essere stato ulteriormente indebolito dal movimento della prima valanga.
Possiamo andare tranquilli, tanto abbiamo gli Arva.
Un Arva non è un amuleto o un porta fortuna che ci protegge dal rischio valanghe: il 20% delle persone travolte da valanga muore immediatamente per le ferite riportate nel movimento della valanga stessa ed il 73% dei decessi avviene per soffocamento o asfissia in tempi brevissimi dell’ordine di pochi minuti.
Conosco la montagna e sono prudente, quindi sono esperto.
Le condizioni della montagna cambiano in modo molto repentino, rendendo un pendio sicuro estremamente pericoloso da un giorno all’altro. Inoltre si deve considerare che non è la prudenza a fare un esperto.
Tanto capita solo agli altri perché se le vanno a cercare.
Non è quasi mai vero, inoltre troppo sovente siamo convinti di essere prudenti e di “non andarcele a cercare” facendo ugualmente degli errori gravissimi e non riconoscendo la situazione di pericolo.
Le valanghe cadono solo quando il tempo è brutto.
Il preconcetto che al termine delle nevicate anche il pericolo di valanghe cesserebbe è ogni inverno la causa di un importante numero di vittime. Il pericolo maggiore si incontra solitamente il primo giorno di bel tempo dopo la nevicata. Se si verifica un aumento della temperatura subito dopo la nevicata, il pericolo è ancora maggiore.
Ho dei dubbi, facciamo la prova del bastoncino.
Questa prova, pur essendo un utile complemento ad altre informazioni, ci fornisce esclusivamente segnali sulla durezza degli strati interni e non sul loro legame, aspetto questo molto più interessante.
Può tuttavia, se siamo degli esperti nel riconoscerlo. segnalarci la presenza di un accumulo di neve ventata.
Ho fatto un test di valutazione quindi sono tranquillo.
Come già detto, i test hanno valore puntiforme e le informazioni che ne scaturiscono hanno valore solo per il pendio nel quale la prova è stata fatta. Inoltre una corretta valutazione dei test richiede una certa pratica ed esperienza.
Non si vede nessun lastrone, sono tranquillo.
I lastroni più insidiosi sono quelli che non si vedono perché costituiti da neve a debole coesione o peggio perché ricoperti da neve fresca caduta in assenza di vento.
Qui è una buona zona, non si stacca mai niente.
Anche le zone più sicure, in certe situazioni meteo e niveologiche particolari, possono diventare pericolose magari anche soltanto per qualche ora.
Qui è pericoloso, accendiamo l’Arva.
L’Arva deve essere acceso fin dall’inizio della gita quando siamo ancora accanto alla macchina. Quando riusciamo a capire di esserci addentrati in una zona pericolosa, spesso è troppo tardi e in quelle circostanze diventa difficile pensare a tutte le cose che dobbiamo fare. Inoltre può capitare di subire un incidente senza rendercene conto perché provocato da noi a distanza o perché provocato da altri.
Le slavine scivolano e sono piccole, le valanghe rotolano e sono grandi, quindi più pericolose.
In realtà i due termini indicano esattamente lo stesso fenomeno: hanno solo due origini linguistiche diverse: la prima dal tedesco “lawinen” e la seconda dal francese “avalanche”.
Se ti prende una valanga, surfa fino a valle e via!
E’ praticamente impossibile sfuggire in velocità ad una valanga, anche se si è snowboarder di altissimo livello. E’ molto meglio la fuga laterale per quanto possibile, oppure meglio ancora riuscire a togliersi la tavola e cercare di nuotare nella valanga con ampi movimenti. Prima di essere investiti e di assumere velocità troppo elevate, è utile attaccarsi a qualsiasi cosa pur di riuscire a fermarsi anche per solo qualche secondo, lasciando passare un po di neve sotto di noi.
Ad ogni modo, valanghe a lastroni possono superare senza problemi i 200 chilometri all’ora nel giro di pochi metri di scorrimento, così come anche le valanghe a debole coesione; le uniche valanghe che abbiamo modo di vedere e capire che direzione prenderanno in quanto scorrono piuttosto lentamente, sono le valanghe di neve umida.
Le valanghe d’estate non esistono.
Purtroppo le valanghe si formano sempre e comunque dove è presente neve. Di conseguenza, in alta montagna, le valanghe esistono anche piena estate. Questo preconcetto distrae e fa diminuire l’attenzione di molti alpinisti: è per questo che ogni estate si contano molte vittime da valanga.
IMPORTANTE: le informazioni contenute in queste pagine sono indicative e superficiali. Per approfondire questi argomenti (neve, valanghe, autosoccorso, sicurezza, arva, pala, sonda, ecc), si consiglia di affidarsi a delle Guide Alpine o ai corsi del CAI. Non è pensabile acquisire conoscenze sufficienti per la sicurezza in montagna semplicemente leggendo queste pagine.






