Neve artificiale

La neve artificiale è una neve non naturale che presenta caratteristiche fisiche un po’ diverse dalla neve naturale. È prodotta con mezzi (gli impianti di innevamento artificiale) che trasformano, con condizioni climatiche favorevoli, una certa quantità di acqua in neve.

Nelle località sciistiche sono sempre più diffusi gli impianti di innevamento artificiale, utilizzati dai gestori di impianti di risalita per far fronte alla scarsità o anche alla totale mancanza di neve naturale al suolo lungo le piste da sci durante la stagione turistica invernale.
Tali impianti sono in grado di innevare anche il 100% delle piste da sci usando una grande quantità di acqua e di energia.
E’ importante mettere subito in chiaro che l’acqua utilizzata per la formazione di neve artificiale, NON viene sprecata ma semplicemente trasformata per un periodo di tempo in neve la quale, con l’arrivo della primavera, torna ad essere normalissima acqua. All’interno degli impianti di innevamento artificiale NON viene messo alcuna sostanza chimica. L’unica materia prima che viene utilizzata per creare neve artificiale è l’acqua!

La neve artificiale
La neve artificiale viene prodotta con un processo che imita quello naturale. Il cannone sparaneve pompa e nebulizza l’acqua liquida in ingresso e questa poi, sotto forma di piccolissime goccioline d’acqua, ghiaccia quasi istantaneamente al contatto con l’aria a diversi gradi centigradi sottozero (tipicamente al di sotto dei -6 °C, -7 °C) formando così cristalli di ghiaccio. Questo il motivo principale per cui se le temperature non sono di parecchi gradi sotto lo zero, l’innevamento artificiale non può funzionare in modo adeguato.
Combinando quindi acqua e aria compressa nelle giuste proporzioni, è possibile ottenere prima i nuclei di congelamento e poi lo sviluppo del cristallo di neve. In questa miscela si immette ancora acqua vaporizzata e si ricrea ciò che avviene in natura: attorno ai nuclei di congelamento si deposita l’acqua e si formano i cristalli di neve, che per effetto della gravità si depositano al suolo.
Un cannone per la produzione di neve quindi non fa altro che ripetere più velocemente ciò che avviene in natura. Occorre che la temperatura e l’umidità dell’aria siano nelle condizioni ideali, e più bassa è tale umidità tanto maggiore sarà l’efficienza di trasformazione dell’acqua in neve.
La struttura delle particelle gelate così prodotte tuttavia appare più compatta e sferica di quelle naturali, quindi la neve artificiale presenta alcune caratteristiche fisiche diverse da quella naturale, che comportano una sua maggiore densità: vi sarà spesso capitata di trovare lastroni di neve durissima dal colore azzurrino lungo le piste da sci; questi lastroni sono il risultato della neve artificiale la quale è decisamente più densa e quindi più dura di quella naturale!

snowcannon

Cannone per la neve artificiale in funzionamento: i litri d'acqua che si usano variano dai 3 agli 8 L/secondo a una pressione tra 20 e 50 bar.

Effetti e conseguenze dell’innevamento artificiale
Produrre neve artificiale consuma risorse energetiche ed idriche e  inquina acusticamente ma porta anche notevoli benefici alla comunità.Le risorse in gioco sono quella idrica e quella energetica.

Per quanto riguarda le risorse idriche, occorre capire che i cambiamenti climatici in atto stanno modificando la distribuzione delle precipitazioni nel corso delle stagioni con, in particolare, un minore apporto di acqua nella stagione primaverile ed autunnale e una maggiore frequenza di eventi estremi tra l’estate e l’autunno.
Le minori precipitazioni nevose  innescano poi un processo che porta ad una accentuata siccità primaverile, con scarsi apporti idrici proprio quando l’acqua servirebbe maggiormente.
D’altro canto gli impianti di innevamento artificiale hanno bisogno di acqua per funzionare e spesso necessitano di bacini di raccolta dell’acqua per tali esigenze. Questi bacini si riempiono durante tutto l’anno grazie alle precipitazioni naturali e consentono anzi di ridurre il rischio di inondazioni dovute a fenomeni molto intensi e limitati nel tempo. Inoltre questi bacini sono utilizzati da specie animali e vegetali che, in assenza di un ciclo idrologico normale, rischierebbero rapidamente di scomparire dalle nostre montagne.
L’innevamento artificiale durante la stagione invernale sopperisce quindi alla carenza di precipitazioni invernali e garantisce una riserva d’acqua per il periodo primaverile, sempre più secco. Il consumo di acqua degli impianti di innevamento quindi è solo apparente, perché in realtà tende a ripristinare gli equilibri del ciclo idrologico.
La costruzione del bacino di raccolta, di contro, può avere un impatto ambientale notevole, a causa del grande sbancamento di terreno e degli eventuali alberi tagliati.

Per quanto riguarda le risorse energetiche occorre considerare che gli impianti di innevamento, come ogni altro impianto tecnologico, utilizzano energia elettrica per funzionare, ma entrano in funzione nelle ore serali e notturne, quando i picchi di consumo elettrico sono inferiori e la produzione energetica presenta surplus altrimenti non utilizzati. Inoltre, migliorando l’efficienza di questi impianti, il costo in kWh per la produzione della neve diminuisce progressivamente, anche grazie all’utilizzo di strumenti tecnologici come gli inverter per l’ottimizzazione del consumo elettrico in relazione alle effettive esigenze.

Il rumore dei generatori di neve varia notevolmente in relazione alla tecnologia più o meno recente dei macchinari utilizzati, e va da un minimo dei generatori ad asta in impianti con aria centralizzata ad un massimo dei generatori di neve a ventola di grande potenza. Attualmente sul mercato sono presenti sistemi brevettati per l’insonorizzazione delle macchine più rumorose con notevole riduzione del rumore, che rimane così al di sotto della soglia considerata critica. Un aspetto negativo del rumore prodotto è che il fenomeno avviene durante le ore notturne, e quindi è maggiormente avvertibile dalla popolazione.

Modifiche all’ambiente e alle modalità di utilizzo delle aree montane
Le principali modifiche ambientali legate alla produzione di neve artificiale si sommano a quelle dovute allo sfruttamento della montagna per gli sport invernali e sono:

  • Lo sbancamento di aree destinate a bacini artificiali di raccolta per l’acqua.
  • L’abbattimento di enormi superfici boschive per la creazione delle piste.
  • L’installazione di impianti di risalita e di costruzioni dove prima la montagna era più naturale.

Tuttavia anche il costante abbandono della montagna da parte delle popolazioni autoctone ha creato grossi problemi ambientali legati alla fragilità dei versanti, non più curati dalle comunità alpine. Pertanto si registrano anche conseguenze positive in seguito a tali interventi:

  • Sono occasione per opere di sistemazione ambientale che preservano le aree oggetto di intervento da possibili dissesti idrogeologici.
  • Permettono il rilancio economico di aree ed il recupero del tessuto sociale.
  • Le aree disboscate in estate possono essere utilizzate per l’alpeggio dei bovini.

In conclusione, prima di sbilanciarsi  in critiche e accuse, bisogna sempre considerare il contesto di cui stiamo parlando e a capire il più approfonditamente possibile il motivo per certe opere possono o non possono essere realizzate.

IMPORTANTE: le informazioni contenute in queste pagine sono indicative e superficiali. Per approfondire questi argomenti (neve, valanghe, autosoccorso, sicurezza, arva, pala, sonda, ecc), si consiglia di affidarsi a delle Guide Alpine o ai corsi del CAI. Non è pensabile acquisire conoscenze sufficienti per la sicurezza in montagna semplicemente leggendo queste pagine.