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	<title>Snowboard Italia Mag - Rivista Magazine di Snowboard in Italiano &#187; freeride</title>
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	<description>Snowboard Italia Mag: la rivista online che parla di snowboard, snowpark, freestyle, freeride, forum, montagna e molto altro ancora!</description>
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		<title>Sarentino Einz, Zwei, Drei!!</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Mar 2012 07:09:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[freeride]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
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		<category><![CDATA[snowboard alpinismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Okay, quest'anno c'è poca neve... Sulle montagne del Trentino Alto-Adige ha nevicato pochissimo e le possibilità di fare snowboard-alpinismo sono ridotte all'osso... Non fa niente, in un modo o nell'altro, se vuoi farti un giro con la tavola in spalle qualcosa da fare lo trovi comunque... Per questo motivo ho preso la mia Pantera, le ciaspole e i bastoni e sono andato sui monti Sarentini per tracciare qualche canalino che volevo fare da tempo... 1,2,3 Sarentino non delude mai!
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Okay, quest&#8217;anno c&#8217;è poca neve&#8230; Sulle montagne del Trentino Alto-Adige ha nevicato pochissimo e le possibilità di fare snowboard-alpinismo sono ridotte all&#8217;osso&#8230; Non fa niente, in un modo o nell&#8217;altro, se vuoi farti un giro con la tavola in spalle qualcosa da fare lo trovi comunque&#8230; Per questo motivo ho preso la mia Pantera, le ciaspole e i bastoni e sono andato sui monti Sarentini per tracciare qualche canalino che volevo fare da tempo&#8230; 1,2,3 Sarentino non delude mai!</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2012/03/sarentino_1-2-3-a.jpg" rel="lightbox[19036]"><img title="sarentino_1-2-3-a" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2012/03/sarentino_1-2-3-a-560x357.jpg" alt="" width="560" height="357" /></a><p class="wp-caption-text">7.30 del mattino fuori dal rifugio Vallaga sui Monti Sarentini (2485m)</p></div>
<p>Arrivo al rifugio Flaggerscharten a quota 2500 metri di quota quando è già buio da un po&#8217;, giusto in tempo per la cena. Ad attendermi ci sono Manfred, gestore del rifugio e grande scialpinista locale, e Sabine, l&#8217;aiutante. Il rifugio è ufficialmente chiuso al pubblico ma non agli amici. In breve la cena è pronta, un ottimo piatto di pasta e soprattutto un fantastico Kaiserschmarren (frittata dolce con marmellata di mirtilli rossi) che considerando le non poche difficoltà per cucinare è ancora più buono del solito!</p>
<p>Essendo metà marzo e avendo fatto molto freddo a febbraio, l&#8217;impianto idraulico è gelato e per procurarsi l&#8217;acqua per il rifugio bisogna sciogliere enormi quantità di neve nei pentoloni in cucina scaldati a legna come si usava 50 anni fa. All&#8217;interno del rifugio, nel salone principale, la temperatura sfiora i 20° grazie all&#8217;enorme stufa in maiolica; al piano di sopra, nelle camere da letto, la temperatura di aggira attorno ai 4° ma per fortuna c&#8217;è la boule d&#8217;acqua calda e un super piumone di quelli da grande freddo!</p>
<p>La notte passa tranquilla, il silenzio è assoluto, ci siamo solo io, Manfred e Sabine e poter dormire in quota circondati dalle cime della Val Sarentino è un vero piacere soprattutto se si è molto stanchi e si è bevuto un buon bicchiere di vino a cena&#8230; La mattina seguente sveglia alle 5 e tutti in piedi per fare colazione all&#8217;alba mentre il sole comincia ad entrare dalle finestre inaugurando una giornata dal cielo blu e temperature primaverili, il top per lo snowboard-alpinismo!</p>
<p>Con tutta calma, dopo un&#8217;ora passata a spalmare marmellata sul pane caldo ed a sorseggiare caffè d&#8217;alta quota, io, Manfred e Sabine siamo pronti per partire alla conquista di 3 cime e dei relativi canalini in quello che a parole sembra un vero e proprio &#8220;sali e scendi tour&#8221;. Il giro prevede: salita alla Punta Lavina da est, discesa per il canalino est, risalita al Corno di Tramino, discesa lungo il canale ovest, risalita ancora alla punta Lavina lungo la dorsale nord e nuovamente canalino est per tornare al rifugio. Totale 3.30h per oltre 1200 metri circa tra salite e discese varie.</p>
<div id="attachment_19043" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2012/03/sarentino_1-2-3-b.jpg" rel="lightbox[19036]"><img class="size-medium wp-image-19043" title="sarentino_1-2-3-b" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2012/03/sarentino_1-2-3-b-560x314.jpg" alt="" width="560" height="314" /></a><p class="wp-caption-text">Salita rapida a Punta Lavina lungo il versante est (2660m)</p></div>
<p>La prima salita a Punta Lavina è rapida, 20 minuti e siamo tutti e tre in cima. Sabine ci abbandona e torna al rifugio lungo la via normale, io e Manfred ci precipitiamo alla selletta che separa la cima dal canalino est e rapidamente ci prepariamo a tracciarlo. 100 metri circa di discesa ancora ghiacciata attraverso uno stretto passaggio tra le rocce con pendenza sui 40° circa ed eccoci saltar fuori per continuare a scendere per oltre 300 metri lungo ampi pendii regolari con il sole che pian piano comincia a scaldare. Che piacevole discesa considerando che non sono ancora le 7 e le cime dolomitiche che ho di fronte si delineano all&#8217;orizzonte chiare e nette grazie al cielo limpido delle mattine d&#8217;inverno in alta quota! Ma non è finita&#8230;</p>
<div id="attachment_19044" class="wp-caption aligncenter" style="width: 520px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2012/03/sarentino_1-2-3-e.jpg" rel="lightbox[19036]"><img class="size-medium wp-image-19044" title="sarentino_1-2-3-c" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2012/03/sarentino_1-2-3-c-510x560.jpg" alt="" width="510" height="560" /></a><p class="wp-caption-text">Da Punta Lavina uno sguardo al rifugio e a cima San Giacomo, la più alta dei Sarentini (2742m)</p></div>
<div id="attachment_19045" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2012/03/sarentino_1-2-3-e.jpg" rel="lightbox[19036]"><img class="size-medium wp-image-19045" title="sarentino_1-2-3-d" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2012/03/sarentino_1-2-3-d-560x265.jpg" alt="" width="560" height="265" /></a><p class="wp-caption-text">Manfred si prepara alla discesa per il canalino est, sullo sfondo il Corno di Tramino, cime numero due della giornata!</p></div>
<div id="attachment_19046" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2012/03/sarentino_1-2-3-e.jpg" rel="lightbox[19036]"><img class=" wp-image-19046 " title="sarentino_1-2-3-e" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2012/03/sarentino_1-2-3-e-560x367.jpg" alt="" width="560" height="367" /></a><p class="wp-caption-text">Manfred e Guido, Punta Lavina (2660m)</p></div>
<p>Subito ci prepariamo nuovamente alla salita con meta il Corno di Tramino a quota 2708 metri. In breve affrontiamo circa 400 metri di dislivello lungo i pendii est del Corno ed eccoci in cima alla seconda vetta dei Monti Sarentini. Manfred è salito in rapidità con i suoi sci da alpinismo, io ci ho messo un pelo di più in quanto gli ultimi 100 metri per raggiungere la cima erano piuttosto ripidi e con le ciaspole ero al limite considerando la neve che cominciava a mollare.</p>
<div id="attachment_19059" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2012/03/sarentino_1-2-3-f1.jpg" rel="lightbox[19036]"><img class="size-medium wp-image-19059" title="sarentino_1-2-3-f" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2012/03/sarentino_1-2-3-f1-560x249.jpg" alt="" width="560" height="249" /></a><p class="wp-caption-text">Altri 400 metri di salita con destinazione Corno di Tramino ad oltre 2700 metri di quota!</p></div>
<p>Dalla cima il panorama è eccezionale, il sole picchia e riscalda la neve ma il canalino che vogliamo affrontare è ancora all&#8217;ombra in quanto esposto a nord-ovest. Non so se qualcuno lo ha mai percorso con lo snowboard, so solo che è da tempo che volevo farlo e finalmente ce l&#8217;ho davanti con le condizioni ideali, non ci sarà polvere ma almeno i sassi sono coperti e il pericolo valanghe è basso.<br />
Parte Manfred che percorre la canaletta in discesa rapido e sicuro come solo chi va con gli sci da sempre è in grado di fare. La pendenza è attorno ai 45° per tutti e 300 i metri di discesa, la neve dura e compatta, la visibilità è perfetta. In breve anche io scendo lungo il canalino facendo molta attenzione a non scivolare per evitare di trovarmi direttamente in valle, concentrazione massima e sensibilità elevata mi permettono di tracciare senza fatica e in totale sicurezza. Subito fuori dal canale, giro a sinistra e rimango in quota per risparmiare dislivello in salita, Manfred è circa 200 metri più in basso.</p>
<div id="attachment_19060" class="wp-caption aligncenter" style="width: 430px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2012/03/sarentino_1-2-3-m1.jpg" rel="lightbox[19036]"><img class="size-medium wp-image-19060" title="sarentino_1-2-3-g" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2012/03/sarentino_1-2-3-g1-420x560.jpg" alt="" width="420" height="560" /></a><p class="wp-caption-text">Il canalino della parete ovest del Corno di Tramino, neve poca ma condizioni ancora buone!</p></div>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2012/03/sarentino_1-2-3-m1.jpg" rel="lightbox[19036]"><img title="sarentino_1-2-3-m" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2012/03/sarentino_1-2-3-m1-560x361.jpg" alt="" width="560" height="361" /></a><p class="wp-caption-text">Salita lungo il versante est, discesa lungo il canalino ovest e risalita a Punta Lavina... 1,2,3,Sarentino!</p></div>
<p>Un ulteriore cambio di set-up da discesa a salita ed eccomi nuovamente pronto a camminare con le ciaspole ai piedi in direzione sud verso la cresta di Punta Lavina. Manfred, veloce come sempre, mi raggiunge e mi supera e arriva decisamente prima di me in vetta C&#8217;è poco da fare&#8230; provate voi a stare dietro ad uno sci-alpinista con solamente uno zainetto sulle spalle e sci ultra leggeri ai piedi mentre voi avete sulle spalle la tavola ed ai piedi le ciaspole&#8230;<br />
Arrivo in cima un quarto d&#8217;ora dopo Manfred dopo aver fatto ulteriori 400 metri di salita, il tempo è un po&#8217; peggiorato e la pressione si sta abbassando rapidamente, chiaro segnale che il tempo sta cambiando. Mi cambio per la terza volta rapidamente e affronto di nuovo il canalino est di Punta Lavina che si presenta ora con neve firn trasformata decisamente più bella da tracciare rispetto soltanto a 3 ora fa. 4 curve ed eccomi nuovamente fuori dal canalino ed in breve al rifugio dove Manfred e Sabine mi stanno aspettando con il fuoco già acceso e la pasta in pentola!</p>
<div id="attachment_19062" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2012/03/sarentino_1-2-3-n1.jpg" rel="lightbox[19036]"><img class="size-medium wp-image-19062" title="sarentino_1-2-3-i" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2012/03/sarentino_1-2-3-i1-560x350.jpg" alt="" width="560" height="350" /></a><p class="wp-caption-text">Risalita a Punta Lavina lungo il tracciato nord</p></div>
<div id="attachment_19061" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2012/03/sarentino_1-2-3-n1.jpg" rel="lightbox[19036]"><img class="size-medium wp-image-19061" title="sarentino_1-2-3-h" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2012/03/sarentino_1-2-3-h1-560x287.jpg" alt="" width="560" height="287" /></a><p class="wp-caption-text">Anche qui a Febbraio a fatto freddo... si vede!</p></div>
<div id="attachment_19063" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2012/03/sarentino_1-2-3-n1.jpg" rel="lightbox[19036]"><img class="size-medium wp-image-19063" title="sarentino_1-2-3-l" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2012/03/sarentino_1-2-3-l1-560x339.jpg" alt="" width="560" height="339" /></a><p class="wp-caption-text">Cresta finale di Punta Lavina</p></div>
<div id="attachment_19065" class="wp-caption aligncenter" style="width: 466px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2012/03/sarentino_1-2-3-n1.jpg" rel="lightbox[19036]"><img class="size-medium wp-image-19065" title="sarentino_1-2-3-n" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2012/03/sarentino_1-2-3-n1-456x560.jpg" alt="" width="456" height="560" /></a><p class="wp-caption-text">Canalino est subito sopra il rifugio...</p></div>
<p>Sarentino Einz, Zwei, Drei ed ecco che che in un giorno riesci a fare tre cime per altrettanti canalini senza mai allontanarti troppo dal campo base. Sali e scendi di continuo, vai dove vuoi, tracci come e dove ne hai voglia e ti senti libero di fare quello che vuoi&#8230; bello no?</p>
<p>E&#8217; mezzogiorno, la pancia è piena, il corpo stanco ma le mente felice, un&#8217;altra notte qui al rifugio non me la leva nessuno&#8230; adesso bisogna andare a prendere neve per fare acqua, accendere il fuoco in sala per avere caldo, prendere la legna, mettere tutto ad asciugare&#8230; il tempo si dilata, le ora passano in fretta, tutto assume un ritmo più lento e più umano&#8230; come dovrebbe sempre essere!</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2012/03/sarentino_1-2-3-o.jpg" rel="lightbox[19036]"><img title="sarentino_1-2-3-o" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2012/03/sarentino_1-2-3-o-480x560.jpg" alt="" width="480" height="560" /></a><p class="wp-caption-text">Pronti alla partenza per l&#39;ultima fatica della giornata!</p></div>
<p>La mattina seguente il tempo è bruttissimo, nebbia, freddo, vento, non mi resta che prendere la tavola, le mie cose, il sacco dell&#8217;immondizia e tornare alla macchina lungo il tragitto fatto in salita due giorni prima&#8230; per fortuna c&#8217;è ancora neve anche in basso e riesco a tornare fino al parcheggio senza mai togliermi la tavola&#8230;</p>
<div id="attachment_19068" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2012/03/sarentino_1-2-3-q.jpg" rel="lightbox[19036]"><img class="size-medium wp-image-19068" title="sarentino_1-2-3-q" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2012/03/sarentino_1-2-3-q-560x389.jpg" alt="" width="560" height="389" /></a><p class="wp-caption-text">Il giorno dopo non rimane altro che tornare alla macchina in mezzo alla nebbia...</p></div>
<p>Sarentino 1-2-3: tre cime, tre canalini, i Monti Sarentini non deludono mai, neppure in un inverno così povero di neve come questo!</p>
<p>Attrezzatura usata:<br />
Tavola Nitro Pantera 157, Attacchi Raiden Machine, Zaino e attrezzatura per auto-soccorso Mammut, Abbigliamento tecnico Mammut.</p>
<p>Libro/Guida di riferimento:<br />
<a title="SnowAlp: il Primo Manuale/Guida di Snowboard-Alpinismo in Italia" href="http://www.snowboarditaliamag.it/snowalp-manuale-guida-snowboard-alpinismo-freeride">SnowAlp in Trentino Alto-Adige di Guido Colombetti</a></p>
<div id="attachment_19067" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2012/03/sarentino_1-2-3-p.jpg" rel="lightbox[19036]"><img class="size-medium wp-image-19067" title="sarentino_1-2-3-p" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2012/03/sarentino_1-2-3-p-560x286.jpg" alt="" width="560" height="286" /></a><p class="wp-caption-text">Ne hanno fatta di strada la ciaspole... in tutti i sensi!!</p></div>
<p><em>txt: Guido Colombetti</em></p>
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		<title>Mysticfreeride Safety Camp a Salice d’Ulzio</title>
		<link>http://www.snowboarditaliamag.it/mysticfreeride-safety-camp-a-salice-dulzio</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 09:32:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le abbondanti nevicate che stanno coprendo Piemonte e Val d’Aosta non sono ancora finite, ma creano il perfetto campo di gioco per l’ulitmo Safety Camp, in programma il 4/5 Febbraio a Salice d’Ulzio.
Il circo Mysticfreeride Safety Camp e Gravity Zone Demo Tour ha toccato le migliori località montane delle Alpi. Le scarse precipitazioni sono un lontano ricordo per le regioni ad ovest colpite negli ultimi giorni da abbondanti nevicate.

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Le abbondanti nevicate che stanno coprendo Piemonte e Val d’Aosta non sono ancora finite, ma creano il perfetto campo di gioco per l’ulitmo Safety Camp, in programma il 4/5 Febbraio a Salice d’Ulzio.<br />
Il circo Mysticfreeride Safety Camp e Gravity Zone Demo Tour ha toccato le migliori località montane delle Alpi. Le scarse precipitazioni sono un lontano ricordo per le regioni ad ovest colpite negli ultimi giorni da abbondanti nevicate.</p>
<p>Salice d’Ulzio si presenta così alla sua massimo potenzialità per lo svolgersi dell’ultima tappa del Mysticfreeride Safety Camp per questa stagione. Guide Alpine e i rider di Mysticfreeride saranno a disposizione di chiunque voglia avvicinarsi alla pratica del Freeride con le giuste conoscenze e tecnica.<br />
La sicurezza scia in simbiosi con il divertimento. Con una didattica attiva, sciando sui migliori fuoripista di Salice d’Ulzio si toccheranno tutte le nozioni per la prevenzione del distacco di valanghe, la sicurezza durante gli spostamenti di una gita di Freeride fino al comportamento più efficace per procedere alla ricerca di un sepolto, in caso di incidente.</p>
<p>Dopo la pratica, il sabato sera in aula si approfondiranno le tematiche più importanti e avrà la possibilità di confrontarsi con gli esperti per maggiori dettagli.<br />
Il corso è aperto a sci e snowboard. Non è richiesta esperienza specifica in fuoripista, ma un buona tecnica di sci. Saranno gestiti diversi gruppi a seconda del livello.</p>
<p>Le aziende partner del progetto Gravity Zone Demo Tour, tra cui K2, Scott, Movement, 4frnt, Black Crows metteranno gratuitamente a disposizione l’uso delle loro gamme di sci e snowboard, sia per i corsisti che per tutti gli sciatori di Salice d’Ulzio.</p>
<p>Il village sarà allestito alla base della pista Sportinia, da dove i gruppi del Mysticfreeride Safety Camp partiranno verso le cime del Genevris e del Triplex. Le migliori discese saranno valutate in loco, compatibilmente con il livello di rischio valanghe, il meteo e la capacità dei partecipanti.<br />
Le iscrizioni sono ancora aperte, pochi i posti ancora disponibili. E’ possibile iscriversi per il pacchetto di entrambi i giorni o un solo giorno.</p>
<p>Per i prezzi, maggiori dettagli ed informazioni visitate il sito <a title="www.mysticfreeride.com" href="http://www.mysticfreeride.com" target="_blank">www.mysticfreeride.com</a></p>
<p><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2012/02/IMG_0869.jpg" rel="lightbox[18388]"><img class="aligncenter" title="mystic" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2012/02/IMG_0869-560x420.jpg" alt="mystic" width="560" height="420" /></a></p>
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		<title>Snowboard-Alpinismo: Vetan Classic 10 Anni</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 11:26:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Torna Vetan Classic sulle nevi della Val D'Aosta e quest'anno per festeggiare i 10 anni di questo piacevole meeting per freerider e snowboarder-alpinisti: 2 giorni di ciaspole e snowboard ai piedi del Monte Bianco, da non perdere! Vetan (AO) 3/4/5 Febbraio
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Torna Vetan Classic sulle nevi della Val D&#8217;Aosta e quest&#8217;anno per festeggiare i 10 anni di questo piacevole meeting per freerider e snowboarder-alpinisti: 2 giorni di ciaspole e snowboard ai piedi del Monte Bianco, da non perdere! Vetan (AO) 3/4/5 Febbraio</p>
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<p>Dalle parole dell&#8217;ideatore del Vetan Classic, Stefano Fontanelle:</p>
<p>&#8220;Dieci anni, chi lo avrebbe mai detto di arrivare ad avere così tanta storia alle spalle! Nato quasi per scommessa il Vetan Classic è ormai una classica “uscita” di metà stagione, un week end al quale non si può mancare, un ritrovo tra amici di vecchia data ma allo stesso tempo sempre pieno di facce nuove!<br />
Guardare il sito internet è come guardare un diario, le foto parlano da sole e ricordano ognuna delle manifestazioni passate, è bello ripercorrere l’evoluzione dei materiali ed i cambi di “tendenza” sui vari stili, tutto questo lo ripercorreremo con una mostra fotografica che allestiremo in albergo nel corso di questa decima edizione. E’proprio l’insieme di stili e la varietà dei partecipanti che mi colpisce sempre di più, racchette da neve, splitboard, scietti, e poi….sportivi…festaioli…e soprattutto tanti amici che per la prima volta si cimentano in una salita che permette di guadagnarsi nel vero senso della parola una super gratificante discesa..! Il Vetan Classic è da sempre un occasione quasi unica per chi si vuole avvicinare a questo magico mondo, infatti la sua unicità e proprio quella di unire il momento agonistico della domenica ai momenti spensierati ed alla portata di tutti del venerdì e del sabato. A rendere il tutto ancora più unico è lo splendido scenario che offre la conca di Vetan che a Noi pare sempre più bella e accogliente grazie anche a chi opera intorno all’evento e che permette che tutto sia perfetto…Il programma lo trovate sul sito internet, in linea di massima rimane la formula ormai testata che vede il venerdì come giornata libera di cat riding in Nostra compagnia, il sabato uscita tutti insieme per raggiungere la Punta Leysser a 2.771 mt, sul percorso non mancheranno i punti di sosta ben allestiti con cibo e bevande e discesa sul versante……più bello! Al rientro camp sulla sicurezza in montagna con i tecnici Ortovox e session di massaggi con le osteopate Francesi! Inutile dire che il tutto sarà contornato da aperitivi, cena e grande festa al Moulin! La domenica è dedicata all’agonismo ma anche a chi vuole dilettarsi amatorialmente sul percorso per mettersi alla prova. Quest’anno ci fregiamo del titolo di “Tappa Unica del Campionato Italiano”. Il materiale per chi non ne fosse fornito è messo a disposizione gratuitamente dallo Sci Club Vetan, basta segnalarlo al momento dell’iscrizione ed allo stesso tempo ci si può prenotare per provare ad utilizzare le splitboard messe a disposizione dal Nostro amico Pietro!<br />
Non mi resta quindi che invitarvi a seguirci sul sito internet e su facebook così sarete sempre aggiornati sulle condizioni…<br />
A presto!&#8221;</p>
<p><a title="Vetan Classic 2009" href="http://www.snowboarditaliamag.it/vetan-classic-2009-2">Leggi i report delle passate edizioni!</a></p>
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		<title>I FREE – Free Respect a Sauze d’Oulx</title>
		<link>http://www.snowboarditaliamag.it/i-free-free-respect-a-sauze-doulx</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 18:58:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[sauze d'oulx]]></category>

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		<description><![CDATA[È tutto pronto per l’apertura della stagione I FREE 2012 che si inaugura domenica 
15 gennaio con l’evento Free Respect di Sauze d’Oulx
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			<content:encoded><![CDATA[<p>È tutto pronto per l’apertura della stagione I FREE 2012 che si inaugura domenica 15 gennaio con l’evento Free Respect di Sauze d’Oulx</p>
<p>Dopo il rinvio della tappa di Misurina – Tre Cime Freeski – a causa della mancanza di neve, si può dare finalmente inizio alla quarta edizione dell’Italian Freeride Tour con l’evento Free Respect di Sauze d’Oulx, in programma per domenica 15 gennaio. Si tratta della prima tappa del circuito di qualificazione dell’edizione 2012 di I FREE.</p>
<p>L’evento I FREE – Free Respect è stato concepito per sensibilizzare le persone ad un corretto avvicinamento alla montagna, il freeride è infatti inteso come libera scelta e interpretazione della discesa, in pista ed fuori pista, nel pieno rispetto della natura, degli animali e delle persone che condividono il piacere dello sci. Tutto questo avvalendosi dei consigli dei professionisti della montagna: guide alpine, maestri di sci, soccorso alpino, società impianti e riders professionisti, per poter vivere la montagna in uno dei suoi aspetti più naturali e allo stesso tempo nella massima sicurezza, senza creare pericoli per sé e per le altre persone. Questa è l’anima della competizione Free Respect, evento di Big Mountain inserito all’interno del tour di I FREE. Gli atleti saranno giudicati tenendo conto di sicurezza, stile, linea, salti, continuità della sciata, velocità di avanzamento e tecnica.</p>
<p>Durante i giorni scorsi i responsabili del Soccorso e le Guide Alpine hanno effettuato i sopralluoghi sul terreno dedicato alla manifestazione e hanno individuato due possibili linee di discesa, lo spot risulta leggermente modificato e la neve al momento è compatta. Tutto si svolgerà regolarmente secondo il programma stabilito:</p>
<p>Sabato 14 gennaio<br />
All day Ricognizione a vista<br />
Ore 8.00 – 10.00 / 16.00 – 19.00 Chiusura iscrizioni<br />
Ore 11.00 ARTVA CAMP: dimostrazione e prova, da parte di una guida Alpina, del giusto utilizzo del materiale in dotazione per il soccorso in caso di valanga. La partecipazione aperta a tutti (riders e pubblico).<br />
FREESKIDAY: sci libero per tutti (riders e pubblico) in compagnia dell’organizzazione alla scoperta dei percorsi piu’ affascinanti che il nostro territorio offre, con ricognizione a vista dello spot del contest e passaggio all’ARTVA CAMP.<br />
Ore 19.30 FREERIDE PARTY: apericena, estrazione e consegna pettorali, Riders Meeting con ultime info sul contest presso Hotel La Torre.</p>
<p>Domenica 15 gennaio<br />
Ore 9.00 – 10.30 Ricognizione a vista<br />
Not before 11.00 Freeride contest<br />
Ore 17.00 Premiazione: podio e premi ad estrazione.</p>
<p>I-FREE, acronimo di Italian FreeRide Experience Emotion, nasce con lo scopo di realizzare eventi di freeride sulle montagne italiane per divertire, divertirsi e contribuire alla divulgazione di una cultura della montagna a 360° attraverso la pratica dello sport. Tra i principi fondamentali di I FREE c’è la diffusione dei valori dell&#8217;alpinismo moderno, per vivere la montagna al massimo ma sempre nel rispetto della natura e delle regole fondamentali per poter garantire la sicurezza di se stessi, degli altri e dell&#8217;ambiente circostante.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2012/01/IFREE_logo_BLACK.jpg" rel="lightbox[18288]"><img class="aligncenter  wp-image-18289" title="IFREE_logo_BLACK" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2012/01/IFREE_logo_BLACK-560x560.jpg" alt="" width="560" height="560" /></a></p>
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		<title>Snowboard Estremo: Cima Brenta Nord (3158m)</title>
		<link>http://www.snowboarditaliamag.it/snowboard-estremo-cima-brenta-nord-3158</link>
		<comments>http://www.snowboarditaliamag.it/snowboard-estremo-cima-brenta-nord-3158#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 13:52:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[freeride]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[dolomiti di brenta]]></category>
		<category><![CDATA[parete nord]]></category>

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		<description><![CDATA[L'attrazione per una linea a volte può essere forte, molto forte. Quando ce l'hai in mente non ti molla un attimo, è sempre li nei tuoi pensieri e alla prima occasione finisce che ti ritrovi attaccato a quella linea con la tavola in spalle e le picche in mano... e proprio così è successo qualche giorno fa nonostante la non tantissima neve presente, il periodo un po fuori stagione e le condizioni generali non proprio perfette...
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<div id="attachment_17467" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/06/scivolo_brenta_nord_0511-6.jpg" rel="lightbox[17461]"><img class="size-medium wp-image-17467  " title="Lo scivolo di cima Brenta Nord sulla destra. A sinistra, Medioli in salita," src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/06/scivolo_brenta_nord_0511-6-560x293.jpg" alt="Scivolo Brenta Nord" width="560" height="293" /></a><p class="wp-caption-text">Lo scivolo di cima Brenta Nord sulla destra. A sinistra, Medioli in salita,</p></div>
<p>Alla prima occasione utile, io e il mio amico Medioli, partiamo in giornata alla volta di cima Brenta nell&#8217;omonimo gruppo alle porte di Madonna di Campiglio. Obbiettivo, salita fin su a Cima Brenta e discesa lungo il canale della ripida parete Nord&#8230;</p>
<p>Cima Brenta in giornata significano oltre 1600 metri di salita continua tavola, picche, ramponi, ciaspole e tutto il resto sulle spalle per un totale di circa dieci kg di zaino a testa che per fortuna, man mano che si sale e si incontra la neve, si riducono sempre di più: prima le ciaspole, poi le picche poi i ramponi e alla fine lo zaino è decisamente più leggero peccato che manchino ancora 400 metri di canalone ghiacciato da salire dopo i 1100 appena fatti!<br />
Forse si, sarebbe stato meglio dividere la salita in due giorni con tappa al rifugio Tuckett la sera prima, notte in branda, sveglia presto e solamente metà della salita da percorrere belli riposati la mattina seguente!<br />
Per un motivo o per l&#8217;altro però la scelta ricade sulla salita e discesa in giornata con partenza da Vallesinella a 1500 metri di altezza e salita fin su a Cima Brenta a quota 3158 metri&#8230; tutto con la tavola in spalle ovviamente!</p>
<div id="attachment_17462" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/06/scivolo_brenta_nord_0511-1.jpg" rel="lightbox[17461]"><img class="size-medium wp-image-17462" title="Scivolo Brenta Nord" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/06/scivolo_brenta_nord_0511-1-560x345.jpg" alt="Scivolo Brenta Nord" width="560" height="345" /></a><p class="wp-caption-text">Ore 5.00 del mattino... si parte!</p></div>
<div id="attachment_17468" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/06/scivolo_brenta_nord_0511-7.jpg" rel="lightbox[17461]"><img class="size-medium wp-image-17468" title="Scivolo Brenta Nord" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/06/scivolo_brenta_nord_0511-7-560x372.jpg" alt="Scivolo Brenta Nord" width="560" height="372" /></a><p class="wp-caption-text">Panorama verso il rifugio Tuckett</p></div>
<p>Ma cominciamo da zero&#8230;<br />
Ritrovo al buio alle ore 4.30 nel parcheggio estivo di Vallesinella a pochi chilometri da Campiglio. Partenza ore 5.00 con le prime luci dell&#8217;alba e oltre 800 metri di salita su sentiero estivo con tutto quanto sulle spalle fino al rifugio Tuckett a quota 2250 metri&#8230;</p>
<div id="attachment_17464" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/06/scivolo_brenta_nord_0511-3.jpg" rel="lightbox[17461]"><img class="size-medium wp-image-17464" title="Scivolo Brenta Nord" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/06/scivolo_brenta_nord_0511-3-560x358.jpg" alt="Scivolo Brenta Nord" width="560" height="358" /></a><p class="wp-caption-text">Prima sosta al rifugio Casinei... magari fosse già aperto! Caffè e via!</p></div>
<p>La giornata è meravigliosa, non c&#8217;è una nuvola e la temperatura è piuttosto fresca. Questo ci rincuora fin da subito e ci fa sperare che salire il canalone nord di cima Brenta non sarà poi così dura come ci immaginavamo, magari poi però per scenderlo con la tavola ai piedi non sarà proprio il massimo&#8230; staremo a vedere! Intanto cominciamo a salire&#8230;</p>
<p>Passo dopo passo, in un paio d&#8217;ore arriviamo al Tuckett. Solitamente in estate ci vuole meno di un&#8217;ora ma considerando il peso sulle spalle e gli scarponi da snowboard ai piedi, i tempi si allungano notevolmente.<br />
Arriviamo al rifugio verso le 7.00 già piuttosto stanchi, un quarto d&#8217;ora di pausa, il tempo di fare colazione con quello che abbiamo, ammirare il panorama e via che si riparte in direzione Cima Brenta che adesso si vede chiaramente compreso lo scivolo nord!</p>
<div id="attachment_17465" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/06/scivolo_brenta_nord_0511-4.jpg" rel="lightbox[17461]"><img class="size-medium wp-image-17465" title="Scivolo Brenta Nord" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/06/scivolo_brenta_nord_0511-4-560x361.jpg" alt="Scivolo Brenta Nord" width="560" height="361" /></a><p class="wp-caption-text">Sosta al Tuckett... anche lui purtroppo ancora chiuso... <img src='http://www.snowboarditaliamag.it/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':(' class='wp-smiley' /> </p></div>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: center;">
<dl id="attachment_17466" class="wp-caption  aligncenter" style="width: 570px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/06/scivolo_brenta_nord_0511-5.jpg" rel="lightbox[17461]"><img class="size-medium wp-image-17466" title="Scivolo Brenta Nord" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/06/scivolo_brenta_nord_0511-5-560x331.jpg" alt="Scivolo Brenta Nord" width="560" height="331" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Si riparte dopo la breve sosta&#8230;</dd>
</dl>
</div>
<p>Ciaspole ai piedi guadagniamo quota velocemente e in meno di un&#8217;ora  siamo ai piedi dello scivolo che  come sempre, visto da sotto sembra una  passeggiata ma una volta che cominci a risalirlo ti accorgi subito che  non è così&#8230; soprattutto se hai già 1000 e passa metri di salita alle  spalle!</p>
<p>Togliamo le ciaspole e le infiliamo nella neve pronte per essere recuperate una volta tornati indietro, mettiamo i ramponi ai piedi, impugniamo le picche e via che si comincia la salita vera!<br />
Un po più leggeri subito sentiamo la differenza nonostante la già notevole fatica fatta per arrivare fin qua a quota 2600.</p>
<p>Saliamo a ritmo continuo e senza perdere tempo visto che il sole  comincia a scaldare e qualche piccolo scaricamento sul versante esposto  all&#8217;irraggiamento ci consiglia vivamente di “pedalare” e non perdersi in  chiacchiere e foto!</p>
<div id="attachment_17469" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/06/scivolo_brenta_nord_0511-8.jpg" rel="lightbox[17461]"><img class="size-medium wp-image-17469" title="Scivolo Brenta Nord" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/06/scivolo_brenta_nord_0511-8-560x412.jpg" alt="Scivolo Brenta Nord" width="560" height="412" /></a><p class="wp-caption-text">Cominciamo a salire il canalone...</p></div>
<div id="attachment_17470" class="wp-caption aligncenter" style="width: 430px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/06/scivolo_brenta_nord_0511-9.jpg" rel="lightbox[17461]"><img class="size-medium wp-image-17470" title="Scivolo Brenta Nord" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/06/scivolo_brenta_nord_0511-9-420x560.jpg" alt="Scivolo Brenta Nord" width="420" height="560" /></a><p class="wp-caption-text">A metà scivolo: &quot;Medioli pianta bene la picca per dio!&quot;</p></div>
<div id="attachment_17472" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/06/scivolo_brenta_nord_0511-11.jpg" rel="lightbox[17461]"><img class="size-medium wp-image-17472" title="Scivolo Brenta Nord" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/06/scivolo_brenta_nord_0511-11-560x330.jpg" alt="Scivolo Brenta Nord" width="560" height="330" /></a><p class="wp-caption-text">Siamo a tre quarti...</p></div>
<div id="attachment_17471" class="wp-caption aligncenter" style="width: 430px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/06/scivolo_brenta_nord_0511-10.jpg" rel="lightbox[17461]"><img class="size-medium wp-image-17471" title="Scivolo Brenta Nord" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/06/scivolo_brenta_nord_0511-10-420x560.jpg" alt="Scivolo Brenta Nord" width="420" height="560" /></a><p class="wp-caption-text">Quasi arrivati.... meglio non guardare in su se no ti passa la voglia!! <img src='http://www.snowboarditaliamag.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p></div>
<p>Saliamo rapidamente e in meno di un&#8217;ora siamo in cima allo scivolo a circa 3100 metri di quota.<br />
Gli ultimi 50 metri per arrivare alla  cima vera e propria non sono  difficili: si tratta di alcuni passi di  arrampicata su terreno misto e  una breve cresta che ti porta rapidamente  alla croce di vetta. Con le  condizioni attuali però la salita è  pericolosa e preferiamo lasciar  perdere. In montagna, più che in ogni altro luogo, bisogna saper dire di no pur di  portare a casa la pellaccia&#8230; questo è uno di quei momenti in cui bisogna dire &#8220;no&#8221;!</p>
<p>Cima o meno, la discesa vera e proprio tavola ai piedi comincia dalla selletta dove ci troviamo in questo momento. Dalla cima devi scendere comunque a piedi fin dove siamo ora per cui, quello di voler arrivare fino alla croce, è proprio  uno sfizio&#8230; uno sfizio che questa volta  non ci leviamo per evitare di esporci a inutili rischi.</p>
<div id="attachment_17473" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/06/scivolo_brenta_nord_0511-12.jpg" rel="lightbox[17461]"><img class="size-medium wp-image-17473" title="Scivolo Brenta Nord" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/06/scivolo_brenta_nord_0511-12-560x337.jpg" alt="Scivolo Brenta Nord" width="560" height="337" /></a><p class="wp-caption-text">Io ci sono... Medioli deve soffrire ancora un po!</p></div>
<div id="attachment_17474" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/06/scivolo_brenta_nord_0511-13.jpg" rel="lightbox[17461]"><img class="size-medium wp-image-17474" title="Scivolo Brenta Nord" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/06/scivolo_brenta_nord_0511-13-560x424.jpg" alt="Scivolo Brenta Nord" width="560" height="424" /></a><p class="wp-caption-text">Dai Lollo... gli ultimi 3 metri dei 1600 appena fatti!</p></div>
<p>Assicurati tramite picozza e imbragatura, entrambi ci cambiamo velocemente in una posizione alquanto scomoda.<br />
Purtroppo, il grande accumulo invernale di neve in cresta, non ci permette di avere un piano di appoggio comodo dove potersi cambiare e fare le consuete foto ma ci accontentiamo comunque&#8230; l&#8217;importante è essere assicurati per evitare di finire di sotto e tornare al punto di partenza senza neanche rendersene conto!</p>
<p>Via i ramponi, casco, guanti, bastoni, occhiali, picca in mano, tavola ai piedi  e in mezz&#8217;oretta abbondante ci siamo&#8230; adesso è proprio ora di andare!</p>
<div id="attachment_17475" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/06/scivolo_brenta_nord_0511-14.jpg" rel="lightbox[17461]"><img class="size-medium wp-image-17475" title="Scivolo Brenta Nord" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/06/scivolo_brenta_nord_0511-14-560x331.jpg" alt="Scivolo Brenta Nord" width="560" height="331" /></a><p class="wp-caption-text">La non proprio comoda &quot;piazzola di sosta&quot; per togliersi i ramponi, mettersi la tavola e via!</p></div>
<div id="attachment_17476" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/06/scivolo_brenta_nord_0511-15.jpg" rel="lightbox[17461]"><img class="size-medium wp-image-17476" title="Scivolo Brenta Nord" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/06/scivolo_brenta_nord_0511-15-560x355.jpg" alt="Scivolo Brenta Nord" width="560" height="355" /></a><p class="wp-caption-text">Lollo prima di partire: &quot;Andiamo a vedere cosa dice!&quot;</p></div>
<p>Medioli è il primo a partire. Messa la tavola ai piedi, impugnata la picca, i primi 30 metri di canale dobbiamo farli un po con qualche curva ollata e un po attaccati alla picca in derapata causa neve troppo dura e alto pericolo di scivolare e non fermarsi più&#8230; Tre curve e poi 20 metri di derapata picozza in mano. La pendenza supera i 50°, la neve è ghiacciata più di quello che pensavamo e per questo è meglio non correre rischi!</p>
<div id="attachment_17477" class="wp-caption aligncenter" style="width: 466px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/06/scivolo_brenta_nord_0511-16.jpg" rel="lightbox[17461]"><img class="size-medium wp-image-17477" title="Scivolo Brenta Nord" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/06/scivolo_brenta_nord_0511-16-456x560.jpg" alt="Scivolo Brenta Nord" width="456" height="560" /></a><p class="wp-caption-text">&quot;Dice dice... dice che è dura, molto dura cazzarola!</p></div>
<div id="attachment_17478" class="wp-caption aligncenter" style="width: 430px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/06/scivolo_brenta_nord_0511-17.jpg" rel="lightbox[17461]"><img class="size-medium wp-image-17478" title="Scivolo Brenta Nord" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/06/scivolo_brenta_nord_0511-17-420x560.jpg" alt="Scivolo Brenta Nord" width="420" height="560" /></a><p class="wp-caption-text">Medioli in derapata dopo le prime tre curve...</p></div>
<p>Appena usciti dalla canaletta iniziale, il godimento comincia&#8230;! La neve è stata scaldata dal sole, tipico firn di tarda primavera che con la tavola si surfa alla grande&#8230; una due, tre, quattro, dieci curve di quelle che non ti dimentichi, un tratto ancora ghiacciato dove stare all&#8217;occhio, e poi ancora una, due, tre, dieci curve ed ecco che in pochi minuti siamo di nuovo ai piedi dello scivolone felici e contenti come due bambini!</p>
<p>Riprese le ciaspole precedentemente abbandonate, continuiamo tavola ai  piedi fino al rifugio Tuckett godendoci come poche volte capita durante  l&#8217;anno la discesa, la neve, l&#8217;ambiente dolomitico e la gioia per essere  forse i primi ad aver affrontato lo scivolo del Brenta in giornata con  lo snowboard ai piedi!</p>
<div id="attachment_17479" class="wp-caption aligncenter" style="width: 423px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/06/scivolo_brenta_nord_0511-18.jpg" rel="lightbox[17461]"><img class="size-medium wp-image-17479" title="Scivolo Brenta Nord" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/06/scivolo_brenta_nord_0511-18-413x560.jpg" alt="Scivolo Brenta Nord" width="413" height="560" /></a><p class="wp-caption-text">In fondo allo scivolo... Bravi ragazzuoli!</p></div>
<div id="attachment_17480" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/06/scivolo_brenta_nord_0511-19.jpg" rel="lightbox[17461]"><img class="size-medium wp-image-17480" title="Scivolo Brenta Nord" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/06/scivolo_brenta_nord_0511-19-560x366.jpg" alt="Scivolo Brenta Nord" width="560" height="366" /></a><p class="wp-caption-text">E dopo 800 metri di neve, qui finisce la discesa in snowboard e si continua a piedi per altri 800 metri... carichi come muli!</p></div>
<p>Ancora un po di salita per tornare al rifugio per prendere le nostre cose e via&#8230; ora ci aspettano altri 800 metri di discesa questa volta però con la tavola e tutto il resto di nuovo sulle spalle! E dopo oltre 1500 metri di salita, vi assicuro che farne anche solo 100 in discesa con tutto quanto nuovamente sulle spalle non è proprio piacevole ma d&#8217;altronde lo sapevamo fin dall&#8217;inizio!</p>
<p>La cosa che ci manca più di in questo momento è l&#8217;acqua&#8230; le nostre riserve sono finite già da un po&#8230;<br />
In valle il rumore dei torrenti è fortissimo, peccato che dove ci troviamo ora di acqua non se ne vede traccia. Per fortuna però dopo un po (un bel po!), troviamo un ruscello che soddisfa il nostro desiderio di sete. Che goduria!<br />
Per non parlare poi dei piedi accaldati nell&#8217;acqua gelida: due minuti di panico ma subito dopo piedi nuovi pronti per affrontare gli ultimi 200 metri che ci separano dalla macchina! Che figata mi viene da pensare&#8230; tutto naturale, tutto gratis, tutta natura!</p>
<div id="attachment_17481" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/06/scivolo_brenta_nord_0511-20.jpg" rel="lightbox[17461]"><img class="size-medium wp-image-17481" title="Scivolo Brenta Nord" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/06/scivolo_brenta_nord_0511-20-560x317.jpg" alt="Scivolo Brenta Nord" width="560" height="317" /></a><p class="wp-caption-text">Acqua! Acqua!</p></div>
<p>Tornati alla macchina verso le 15.00 facciamo i conti: 10 ore filate in giro senza mai fermarsi di cui 8 con la tavola in spalle, 1600 metri di salita in poche ore, scarponi fradici da sudore, tavole rigate, arva ancora accesi&#8230; scivolo Nord del Brenta a casa! Bravo Lollo, bravo Guido!<br />
&#8230;non sarà però forse il caso adesso di mettere via la tavola e non pensarci più fino al prossimo inverno?!? Eppure&#8230; dove c&#8217;è neve ci sono sempre nuove linee da tracciare e da scoprire, è un gioco senza fine&#8230; W la neve!</p>
<p><em>Txt+Ph: Guido Snowmotion</em></p>
<p><strong>NOTE ALLA SALITA E DISCESA DI CIMA BRENTA CON LO SNOWBOARD</strong><br />
Salita con neve dura trasformata e crosta da fusione e rigelo. Discesa su neve dura e ghiacciata in parte o su neve Firn di tarda primavera.<br />
La salita è da considerarsi come OSA (Ottimi Sciatori Alpinisti) così come la discesa. Le difficoltà per la salita sono all&#8217;incirca TD per i 400 metri di canale ghiacciato.<br />
Itinerario solo per esperti da affrontarsi con condizioni assolutamente sicure e con massimo rispetto delle tempistiche in relazione alle condizioni.<br />
Si consiglia di spezzare la salita in due giorni dormendo al bivacco invernale del rifugio Tuckett.</p>
<p><strong>ATTREZZATURA UTILIZZATA</strong><br />
Tavola: <strong>Nitro Pantera 157</strong><br />
Attacchi: <strong>Raiden Machine</strong><br />
Scarponi: <strong>Nitro Select</strong><br />
Attrezzatura alpinistica: <strong>Mammut</strong></p>
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		<title>Parete Nord della Presanella (3556m): 3 Sciatori e 1 Tavolaro</title>
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		<pubDate>Tue, 17 May 2011 07:25:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“La Nord della Presanella?!?! No dai non ho voglia, andiamo a fare Cima Prato Fiorito piuttosto&#8230;!!” Ed invece eccomi qua, in meno di 48 ore mi ritrovo attaccato con le picche, i ramponi e la tavola in spalle, a quella che da sempre rimane nei sogni più profondi di qualsiasi tavolaro alpinista: la Parete Nord [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>“La Nord della Presanella?!?! No dai non ho voglia, andiamo a fare Cima Prato Fiorito piuttosto&#8230;!!”<br />
Ed invece eccomi qua, in meno di 48 ore mi ritrovo attaccato con le picche, i ramponi e la tavola in spalle, a quella che da sempre rimane nei sogni più profondi di qualsiasi tavolaro alpinista: la  Parete Nord della Presanella, ovvero 600 metri di canalone ripidissimo e ghiacciato che in discesa è già complicato da fare con 4 lamine, figuriamoci con 2!</p>
<p>“Salta, gira, atterra e spera!” &#8211; E&#8217; questa la filosofia con cui fai le prime curve su di un pendio ghiacciato e crostoso che inizialmente supera i 55° di pendenza, per attestarsi poi attorno ai 50° e mollare verso la fine a poco più di 45°.<br />
A giochi fatti, ripensandoci meglio, non so se era il caso di scendere con lo snowboard con quelle condizioni di neve dura e crostosa. Fatto sta che sono arrivato in cima con l&#8217;idea di scendere e non ci ho dovuto  pensare troppo per prendere una decisione&#8230; anzi, a dire il vero non ci ho proprio pensato&#8230;</p>
<div id="attachment_17388" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-14.jpg" rel="lightbox[17369]"><img class="size-medium wp-image-17388  " title="(nord presanella)" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-14-560x344.jpg" alt="(nord presanella)" width="560" height="344" /></a><p class="wp-caption-text">La parete Nord della Presanella</p></div>
<p>Ma partiamo con ordine&#8230;</p>
<p>Siamo in fondovalle  a inizio maggio nella località di Stavel nei pressi del paese di Vermiglio in provincia di Trento.</p>
<p>Sono le 19.00 e l&#8217;allegra combricola formata da 3 sciatori (Luca Longhi, Alessio del Pero e Lorenzo dal Doss) e 1 tavolaro (Guido Snowmotion), si mette in moto con solamente un paio di ore di ritardo rispetto al programma&#8230; obbiettivo per la serata?!? Arrivare al rifugio Denza a quota 2300 metri dove passare la notte.</p>
<p>Davanti a noi 1100 metri di dislivello, metà dei quali da fare su sentiero ripido e il resto con sci/ciaspole e spesso ramponi ai piedi. Ovviamente al buio e con 15 chili di zaino a testa almeno!</p>
<p>Una volta nei paesi si mormorava “il giorno prima della vera gita è importante non fare troppa fatica ed essere al rifugio prima che diventi buio”&#8230; dire che ci siamo quindi, tutto a posto, tra mezz&#8217;ora è buio e noi dobbiamo ancora partire!</p>
<div id="attachment_17391" class="wp-caption aligncenter" style="width: 515px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-17.jpg" rel="lightbox[17369]"><img class="size-medium wp-image-17391 " title="(nord presanella)" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-17-505x560.jpg" alt="(nord presanella)" width="505" height="560" /></a><p class="wp-caption-text">Trova l&#39;intruso!!</p></div>
<div id="attachment_17390" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-16.jpg" rel="lightbox[17369]"><img class="size-medium wp-image-17390  " title="(nord presanella)" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-16-560x314.jpg" alt="(nord presanella)" width="560" height="314" /></a><p class="wp-caption-text">Si preparano gli zaini.... non meno di 15kg a testa!</p></div>
<div id="attachment_17375" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-1.jpg" rel="lightbox[17369]"><img class="size-medium wp-image-17375  " title="(nord presanella) salita al rifugio denza" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-1-560x309.jpg" alt="(nord presanella) salita al rifugio denza" width="560" height="309" /></a><p class="wp-caption-text">Dai Alessio, hai fatto solo un decimo del dislivello che hai davanti... pesa lo zaino vero?!?</p></div>
<p>Il sentiero che porta al Denza non l&#8217;avevo mai fatto; non sapevo proprio dove bisognasse andare nonostante avessi ben studiato preventivamente il percorso a tavolino la sera prima.</p>
<p>Avevo solamente una vaga idea della direzione da seguire ma nulla più&#8230; ma tanto di notte, senza un filo di luce e un frontalino da quattro soldi in testa, anche le idee più precise possono andare a quel paese!</p>
<p>Di conseguenza, per la salita, meglio affidarsi al proprio fiuto per capire dove e come muoversi nella speranza di non perdersi al primo bivio. Per fortuna, ogni tanto, c&#8217;era qualche cartello a indicare la strada da seguire&#8230;</p>
<div id="attachment_17376" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-2.jpg" rel="lightbox[17369]"><img class="size-medium wp-image-17376   " title="(nord presanella)" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-2-560x301.jpg" alt="(nord presanella)" width="560" height="301" /></a><p class="wp-caption-text">Forse era meglio partire un po prima... durante la salita al rifugio neanche un briciolo di luna e neve dura come vetro... giusto perchè il giorno prima è meglio non affaticarsi troppo!!</p></div>
<p>Il sentiero per andare al rifugio Denza da Stavel “è tranquillissimo” mi ha detto il giorno prima Lorenzo&#8230;</p>
<p>Il primo pezzo è una scala che ti fa fare oltre 500 metri di dislivello tutti d&#8217;un botto senza mai mollare. Finita la scala, messe le pelli o le ciaspole, si prosegue attraverso un bosco rado per poi attraversare un paio di tratti ripidi ed esposti per poi nuovamente affrontare una nuova rampa per gli ultimi 200 metri di salita&#8230; Poi tutto ad un tratto, finalmente, arriva il rifugio!</p>
<p>Ci sono arrivato così, al buio, ho visto una sagoma e ho detto “era ora!”</p>
<p>Sono solo le 22.30&#8230; dopo 3 ore e mezza di marcia no stop con lo zaino che sembra pesare sempre di più, arriviamo-prima io, poi Alessio, poi Lorenzo e più tardi Luca-al rifugio Denza a 2300 metri di altezza.</p>
<p>L&#8217;importante è che ora ci siamo tutti. Il bivacco invernale doveva essere vuoto e invece ci sono altre 5/6 persone che cercano di dormire mentre noi facciamo un gran casino tra sacchetti di plastica, zip, frontalini e tanta voglia di andare a dormire&#8230; “domani vediamo cosa succede, buonanotte!” (e scusate per il rumore!)</p>
<p>La notte passa come sempre in uno stato di dormi veglia che per me fortunatamente è più di dormi che di veglia, per altri no&#8230; Fuori il vento fischia forte&#8230; chissà che casino sta facendo sul pendio dove dobbiamo salire domani&#8230;</p>
<p>Ore 4.30, suona la sveglia. Colazione. Preparare lo zaino. Uscire, freddo, gelo, giornata stupenda&#8230; Si parte!</p>
<div id="attachment_17377" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-3.jpg" rel="lightbox[17369]"><img class="size-medium wp-image-17377  " title="(nord presanella) bivacco denza" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-3-560x317.jpg" alt="(nord presanella) bivacco denza" width="560" height="317" /></a><p class="wp-caption-text">Sveglia sveglia è ora di andare!!</p></div>
<div id="attachment_17378" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-4.jpg" rel="lightbox[17369]"><img class="size-medium wp-image-17378 " title="(nord presanella) rifugio denza" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-4-560x254.jpg" alt="(nord presanella) rifugio denza" width="560" height="254" /></a><p class="wp-caption-text">Il rifugio Denza all&#39;alba. Ore 5.30.</p></div>
<p>Dal rifugio la Nord è li che ti guarda: sembra vicina, vicinissima e invece è lontana, lontanissima, più di quello che pensavo&#8230; anche perché, oltre al peso della tavola, alla corda che ci lega e il freddo becco, per arrivare all&#8217;attacco bisogna prima salire 200 metri su terreno piacevole e tranquillo per poi trovarsi di fronte all&#8217;inaspettata sorpresa: la dove una volta c&#8217;era il ghiacciaio, ora c&#8217;è solamente un vallone di 200 metri che bisogna prima scendere per poi risalire ulteriormente&#8230;</p>
<p>Mi consulto con i compagni. Gli dico che sono abituato a salire e basta e che se c&#8217;è un&#8217;alternativa la seguo, anche se è più lunga&#8230;</p>
<p>Fatto sta che per non dover prima scendere per poi risalire, io e i compagni “bipedi”, scegliamo di rimanere in quota, aggirare completamente il vallone e raggiungere l&#8217;attacco della Nord passando più a Ovest rispetto alla via normale.</p>
<div id="attachment_17392" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-18.jpg" rel="lightbox[17369]"><img class="size-medium wp-image-17392  " title="(nord presanella) avvicinamento" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-18-560x217.jpg" alt="(nord presanella) avvicinamento" width="560" height="217" /></a><p class="wp-caption-text">Dal rifugio Denza in avvicinamento... la cima è più lontana di quello che sembra, molto più lontana!</p></div>
<div id="attachment_17379" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-5.jpg" rel="lightbox[17369]"><img class="size-medium wp-image-17379  " title="(nord presanella) avvicinamento" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-5-560x319.jpg" alt="(nord presanella) avvicinamento" width="560" height="319" /></a><p class="wp-caption-text">Da bravi alpinisti legati nodi &quot;a palla&quot; compresi!</p></div>
<div id="attachment_17381" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-7.jpg" rel="lightbox[17369]"><img class="size-medium wp-image-17381 " title="(nord presanella) vista" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-7-560x375.jpg" alt="(nord presanella) vista" width="560" height="375" /></a><p class="wp-caption-text">In alto pieno inverno, in valle tutto verde... figata!</p></div>
<div id="attachment_17394" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-20.jpg" rel="lightbox[17369]"><img class="size-medium wp-image-17394 " title="(nord presanella) avvcinamento" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-20-560x314.jpg" alt="(nord presanella) avvcinamento" width="560" height="314" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;ultimo tratto di avvicinamento su ghiacciaio: &quot;il tavolaro tira...!!&quot;</p></div>
<p>Dopo 4 ore siamo all&#8217;attacco. Superiamo la crepacciata terminale grazie ad un gradino di neve ed ecco che finalmente si comincia a fare sul serio.</p>
<p>Dal basso, come tutte le pareti ripide, il canalone Nord della Presanella sembra una passeggiata: “un&#8217;oretta scarsa e siamo su” sono le mie ultime parole famose pensando di trovare una bella traccia per salire&#8230; e invece no, niente traccia ed al suo posto tanto vento, freddo, cascate di neve che arrivano dall&#8217;alto da quelli che ci precedono e 2 ore di notevoli sforzi per arrivare fino in cima&#8230;</p>
<div id="attachment_17380" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-6.jpg" rel="lightbox[17369]"><img class="size-medium wp-image-17380 " title="(nord presanella) vista" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-6-560x371.jpg" alt="(nord presanella) vista" width="560" height="371" /></a><p class="wp-caption-text">Luca e Alessio guardano la cima e insieme pensano &quot;azz, quanto è su ancora!!&quot;</p></div>
<div id="attachment_17382" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-8.jpg" rel="lightbox[17369]"><img class="size-medium wp-image-17382 " title="(nord presanella) crepacci" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-8-560x366.jpg" alt="(nord presanella) crepacci" width="560" height="366" /></a><p class="wp-caption-text">Attenzione ai crepacci... sempre!</p></div>
<div id="attachment_17393" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-19.jpg" rel="lightbox[17369]"><img class="size-medium wp-image-17393  " title="(nord presanella) terminale" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-19-560x314.jpg" alt="(nord presanella) terminale" width="560" height="314" /></a><p class="wp-caption-text">Superare il terminale. Cominciare a fare sul serio.</p></div>
<p>Procediamo slegati, picozzata dopo picozzata&#8230; Lorenzo davanti, io lo seguo, Alessio e Luca dietro di me ma li perdo di vista rapidamente&#8230;</p>
<div id="attachment_17383" class="wp-caption aligncenter" style="width: 430px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-9.jpg" rel="lightbox[17369]"><img class="size-medium wp-image-17383 " title="(nord presanella) salita" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-9-420x560.jpg" alt="(nord presanella) salita" width="420" height="560" /></a><p class="wp-caption-text">E come disse Guido &quot;un&#39;oretta scarsa e siamo su!!&quot;</p></div>
<div id="attachment_17384" class="wp-caption aligncenter" style="width: 430px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-10.jpg" rel="lightbox[17369]"><img class="size-medium wp-image-17384 " title="(nord presanella) salita" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-10-420x560.jpg" alt="(nord presanella) salita" width="420" height="560" /></a><p class="wp-caption-text">Dai Luca la vera salita è appena cominciata... mica sentirai le 4 ore di avvicinamento appena fatte vero?</p></div>
<p>2 ore con la picca in mano, sostenuto dai ramponi, un gran freddo alle mani ma soprattutto, a 30 metri dalla cima, piede destro insensibile per mancanza di circolazione&#8230; Apro gli scarponi, la circolazione riprende, un male bestiale per 10 minuti mi fa pensare per un attimo che non posso scendere con la tavola&#8230; poi per fortuna, piano piano, il dolore tace, il piede torna in condizioni normali e anch&#8217;io posso fare gli ultimi metri per arrivare in vetta e fare la classica foto accanto alla croce&#8230;</p>
<div id="attachment_17385" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-11.jpg" rel="lightbox[17369]"><img class="size-medium wp-image-17385  " title="(nord presanella) cima" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-11-560x336.jpg" alt="(nord presanella) cima" width="560" height="336" /></a><p class="wp-caption-text">Classica foto accanto alla croce...</p></div>
<div id="attachment_17396" class="wp-caption aligncenter" style="width: 362px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-22.jpg" rel="lightbox[17369]"><img class="size-medium wp-image-17396  " title="(nord presanella) salita" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-22-352x560.jpg" alt="(nord presanella) salita" width="352" height="560" /></a><p class="wp-caption-text">Si sale con un solo obbiettivo... scendere!!!</p></div>
<div id="attachment_17397" class="wp-caption aligncenter" style="width: 373px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-23.jpg" rel="lightbox[17369]"><img class="size-medium wp-image-17397     " title="(nord presanella) salita" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-23-363x560.jpg" alt="(nord presanella) salita" width="363" height="560" /></a><p class="wp-caption-text"> Da sotto sembrava una passeggiatina.... come sempre!!</p></div>
<div id="attachment_17398" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-24.jpg" rel="lightbox[17369]"><img class="size-medium wp-image-17398   " title="(nord presanella) uscita verso la cima" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-24-560x279.jpg" alt="(nord presanella) uscita verso la cima" width="560" height="279" /></a><p class="wp-caption-text">Dai Guido manca poco... Ma non bisognava metterci &quot;un&#39;oretta scarsa&quot; dal terminale?!?</p></div>
<p>La cima della Presanella la conosco bene: la normale da sud l&#8217;ho già fatta qualche anno fa con la split-board, in estate più volte; questa volta però non è la salita a preoccuparmi, è la discesa&#8230;</p>
<p>La salita l&#8217;ho fatta solamente perché se devo affrontare una discesa estremamente ripida preferisco prima salirla a piedi per tastare la neve, sentire che aria tira, vedere di che cosa si tratta&#8230; Ed è stato proprio così: durante la salita ho visto, sentito, toccato e analizzato; in cima non ci ho pensato su due volte, anzi non ci ho proprio pensato!</p>
<p>Tutto è stato automatico: mettere via ciaspole e bastoni, stringere gli scarponi, impugnare bene la picca, allacciare la tavola e via&#8230; si parte!</p>
<div id="attachment_17386" class="wp-caption aligncenter" style="width: 394px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-12.jpg" rel="lightbox[17369]"><img class="size-medium wp-image-17386 " title="(nord presanella) snowboard" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-12-384x560.jpg" alt="(nord presanella) snowboard" width="384" height="560" /></a><p class="wp-caption-text">Si vede dove comincia ma non dove finisce...</p></div>
<p>Condizioni della neve non perfette, anzi, per un tavolaro direi al limite del possibile. Il vento della notte prima ha fatto il suo lavoro&#8230;</p>
<p>Neve dura, ventata, crostosa e in alcuni punti ghiacciata per il primo tratto più ripido che supera, se pur di poco, i 55° di inclinazione. Per fortuna che il giorno prima ho tirato e rifilato a dovere le lamine della mia Pantera!</p>
<div id="attachment_17399" class="wp-caption aligncenter" style="width: 402px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-25.jpg" rel="lightbox[17369]"><img class="size-medium wp-image-17399 " title="(nord presanella) dalla cima" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-25-392x560.jpg" alt="(nord presanella) dalla cima" width="392" height="560" /></a><p class="wp-caption-text">Pronti?!? Via!!! 4 è meglio di 2!!!</p></div>
<p>“Salta, gira, atterra e spera!” &#8211; Le prima quattro curve sono da brivido. Per scendere devi caricare le gambe, ollare, fare un 180° e sperare di riprendere la neve senza scivolare&#8230; le conseguenze possono essere drammatiche&#8230;</p>
<p>1, 2, 3, 4, 10 curve e la prima metà del pendio è andata. Il pezzo più difficile è superato.</p>
<p>Ad ogni curva pezzi di neve chi si staccano, un fiume di pietre bianche scende assieme a te rendendoti euforico&#8230; Dopo metà discesa, finalmente, il pendio comincia a mollare e la neve a farsi più morbida. Le curve per arrivare in fondo diventano poche e veloci: ad ogni cambio lamina ti porti via un sacco di neve che sembra di scendere assieme a tutto quanto il pendio&#8230; l&#8217;entusiasmo è all&#8217;apice, il sangue pulsa nelle vene, l&#8217;adrenalina gira veloce, che momenti!!</p>
<div id="attachment_17395" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-21.jpg" rel="lightbox[17369]"><img class="size-medium wp-image-17395 " title="(nord presanella) nel canalone con gli sci" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-21-560x314.jpg" alt="(nord presanella) nel canalone con gli sci" width="560" height="314" /></a><p class="wp-caption-text">A tre quarti circa... ancora 400 metri di adrenalina!!</p></div>
<p>Scendo lungo il ghiacciaio canticchiando felice, guardo indietro la parete appena tracciata che da qui sembra ancora più ripida&#8230; scariche di energia ed ecco che in un attimo sono di nuovo al rifugio felice come un bambino&#8230;</p>
<p>E&#8217; andata&#8230;. la terza ripetizione è mia! Dopo la discesa di Alberto Schiavon e Medioli Lollo, la medaglia di bronzo va al sottoscritto che avrebbe preferito di gran lunga “Cima Prato Fiorito” alla Nord della Presanella!! <img src='http://www.snowboarditaliamag.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Io e Lorenzo ci spaparanziamo al sole sul tetto del rifugio ricoperto ancora dalla neve. Alessio e Luca stanno scendendo adesso, li guardiamo, li commentiamo, prendiamo il sole e aspettiamo che arrivino per tornare alla macchina&#8230;</p>
<div id="attachment_17387" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-13.jpg" rel="lightbox[17369]"><img class="size-medium wp-image-17387 " title="(nord presanella)" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-13-560x279.jpg" alt="(nord presanella)" width="560" height="279" /></a><p class="wp-caption-text">Il riposo dei guerrieri... Luca e Lorenzo al rifugio dopo la discesa.</p></div>
<p>L&#8217;idea di fare tutta la strada fatta il giorno prima in discesa mi fa star male&#8230; è il momento peggiore della gita&#8230; per fortuna però che anche quest&#8217;anno numerose slavine arrivano fin quasi giù in valle e questo ci permette, sciando tra rocce, rami, torrenti, macigni di neve gelata, buchi e tof di vario genere e tipo, di arrivare in breve tempo fin giù quasi al parcheggio tavola/sci ai piedi&#8230; che sollievo!</p>
<p>Ora sto solamente pensando alla birra, alla doccia e ovviamente alla prossima traccia da fare&#8230; Perché funziona così: è come un gioco che non finisce mai!</p>
<div id="attachment_17389" class="wp-caption aligncenter" style="width: 395px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-15.jpg" rel="lightbox[17369]"><img class="size-medium wp-image-17389 " title="(nord presanella)" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-15-385x560.jpg" alt="(nord presanella)" width="385" height="560" /></a><p class="wp-caption-text">Slavine primaverili di fondovalle dove si surfa tra sassi, tronchi e rami... il top per tornare alla macchina risparmiando 3 ore di cammino in discesa a piedi!!</p></div>
<p>Un ringraziamento particolare ai miei 3 compagni di avventura,  a chi ci ha sopportato in bivacco la sera prima e soprattutto alle lamine della mia Pantera che anche questa volta hanno fatto il loro dovere!</p>
<p><strong>MATERIALE UTILIZZATO</strong><br />
Tavola: <strong>Nitro &#8211; Pantera 157</strong><br />
Attacchi: <strong>Raiden &#8211; Machine</strong><br />
Scarponi: <strong>Nitro &#8211; Select</strong><br />
Imbragature, corde, moschettoni e altro materiale alpinistico: <strong>Mammut</strong></p>
<p><strong>NOTE TECNICHE</strong><br />
Dislivello complessivo:<strong> 2300 metri circa.</strong><br />
Dislivello parete Nord dal terminale: <strong>550 metri.</strong><br />
Avvicinamento: <strong>su ghiacciaio, presenza di crepacci.</strong><br />
La Nord della Presanella è un itinerario alpinistico classico che in questa stagione in salita non presenta particolari difficoltà a parte il lungo avvicinamento su ghiacciaio.<br />
Per la discesa con gli sci e ancora di più con la tavola, si raccomanda massima padronanza delle tecniche di discesa sci o snowboard su terreno estremamente ripido, assenza di vertigini, conoscenza dell&#8217;ambiente di alta quota, conoscenza della neve e attrezzatura adeguata.<br />
Il pendio nella parte alta supera i 55° di inclinazione per alcuni metri, si mantiene sui 55° per circa 200 metri per poi portarsi a 45° nella parte finale.<br />
La parte alta del pendio Nord della Presanella è spesso duro e crostoso per colpa dell&#8217;azione del vento. E&#8217; fondamentale salire lungo la parete se si ha intenzione di scenderla sci o tavola ai piedi.<br />
Con lo snowboard, la discesa è riservata solamente a pochi rider esperti e consapevoli dei possibili rischi.</p>
<p><em>Txt+Ph: Guido Colombetti</em></p>
<div id="attachment_17400" class="wp-caption aligncenter" style="width: 407px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-26.jpg" rel="lightbox[17369]"><img class="size-medium wp-image-17400 " title="(nord presanella) il canalone nord" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/05/nord_presanella_snowboard_052011-26-397x560.jpg" alt="(nord presanella) il canalone nord" width="397" height="560" /></a><p class="wp-caption-text">A sinistra la parete nord della Presanella: 600 metri di adrenalina! A destra, il ghiacciaio &quot;pensile&quot;: altre linee per altre avventure...</p></div>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Itinerari Snowboard Alpinismo in Val Gardena: Forcella dla Roa (2756)</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Mar 2011 08:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[freeride]]></category>
		<category><![CDATA[itinerari-freeride-alpinismo]]></category>
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		<category><![CDATA[snowboard alpinismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Un altro interessante itinerario freeride backcountry che offre la Val Gardena di facile difficoltà, poco dislivello e adatto a tutti, è sicuramente la Forcella de la Roa con aggiunta, se in condizioni, del canalino del Corno D'Ega e salita fino alla cima vera e propria.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un altro interessante itinerario freeride backcountry che offre la Val Gardena di facile difficoltà, poco dislivello e adatto a tutti, è sicuramente la Forcella de la Roa con aggiunta, se in condizioni, del canalino del Corno D&#8217;Ega e salita fino alla cima vera e propria.</p>
<div id="attachment_16896" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/12022011742.jpg" rel="lightbox[16894]"><img class="size-medium wp-image-16896 " title="forcella_dla_roa" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/12022011742-560x322.jpg" alt="forcella_dla_roa" width="560" height="322" /></a><p class="wp-caption-text">Il falso piano prima della salita. Il vallone in fondo è quello sbagliato, subito dopo la piana bisogna andare verso destra!</p></div>
<p>Diciamo subito che l&#8217;itinerario proposto è facile fino alla Forcella e l&#8217;ultimo tratto risulta invece decisamente più impegnativo: per salire fino alla cima bisogna percorrere un canale decisamente ripido per un centinaio di metri e poi, con arrampicata di I° grado, si può arrivare in cima. Tuttavia, arrivare alla Forcella è l&#8217;obbiettivo principale di questa gita; il canalino e la la cima sono un surplus e per questo bisogna valutare attentamente le condizioni e le capacità del gruppo.</p>
<p>Anche questo itinerario, come altri in Val Gardena, viene abbreviato in dislivello grazie all&#8217;uso della cabinovia Col Raiser che ci fa saltare circa 500 metri di salita. In totale, il dislivello da fare a piedi si riduce a poco più di 600 metri per oltre 1000 di discesa. Se poi si arriva fino alla cima, i metri in salita diventano 750.</p>
<div id="attachment_16897" class="wp-caption aligncenter" style="width: 458px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/12022011745.jpg" rel="lightbox[16894]"><img class="size-medium wp-image-16897 " title="forcella_dla_roa" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/12022011745-448x560.jpg" alt="forcella_dla_roa" width="448" height="560" /></a><p class="wp-caption-text">Subito dopo la piana salendo i dolci pendii con alle spalle le inconfondibili Odle!</p></div>
<p><strong>Luogo di partenza</strong> <a href="http://maps.google.com/maps/ms?client=ubuntu&amp;channel=fs&amp;oe=utf-8&amp;ie=UTF8&amp;hl=it&amp;msa=0&amp;msid=200070495864152681821.00049d073c58a1791b212&amp;ll=46.58494,11.764126&amp;spn=0.061113,0.135612&amp;t=h&amp;z=13" target="_blank">Vedi l’itinerario su Google Maps</a><br />
Santa Cristina in Val Gardena (40 minuti da Bolzano). Parcheggio cabinovia Col Raiser</p>
<p><strong>Descrizione dell’itinerario in salita:</strong><br />
Lasciata la macchina in parcheggio si prende la cabinovia del Col Raiser (circa 10,00€ il biglietto di sola andata). Appena arrivati in cima, si metta la tavola e si scende lungo la pista da sci per circa 400 metri. Appena la pista gira nettamente verso sud, si esce dalla pista sulla sinistra, si attraversa un pezzettino di bosco (50 metri) e si arriva in una piana con una casetta. Da qui si parte in direzione nord verso il rifugio Firenze che è poco sopra la nostra testa.</p>
<p>Una volta messe le ciaspole ai piedi, partiamo in direzione nord attraverso un bosco rado e brevi sali e scendi; dopo circa 15 minuti troveremo il rifugio Firenze sulla sinistra un po in alto che lasceremo alle nostre spalle dirigendoci sempre verso nord. Davanti a noi abbiamo il massiccio delle Odle in bella mostra, il nostro itinerario andrà poi verso destra.</p>
<p>Continuiamo attraverso il bosco rado e il letto di un torrente e in breve tempo arriviamo ad una grande pianura senza alberi su cui continuiamo a camminare in linea retta. Questa grande pianura sembra impossibile da poter fare con la tavola in discesa ma in realtà, la mini pendenza quasi invisibile, ci permetterà di farla tranquillamente con la tavola allacciata!</p>
<p>Una volta passata la piana, dirigetevi verso destra in direzione est attraverso dei dolci pendii che vi faranno guadagnare quota in breve tempo. Attenzione a non entrare nella valle che lungo la piana avete davanti ai vostri occhi, è quella sbagliata; dovete tenere la destra e salire i pendii come descritto.</p>
<p>Subito dopo i pendii si può vedere a sinistra verso nord la meta della nostra gita: la Forcella de la Roa con il ripido pendio finale completamente esposto a sud (attenzione durante giornate calde!). Risalite quest&#8217;ultimo pendio e siete arrivati alla forcella.</p>
<p>Dalla forcella, dopo aver attentamente valutato le condizioni della neve e le vostre capacità, potete decidere di proseguire lungo il canale che avete davanti al naso ed arrivare in cima; da qui potete togliervi lo zaino e con un&#8217;arrampicata di primo grado arrivare alla cima del Corno D&#8217;Ega a 2756 metri di altezza.</p>
<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_16899" class="wp-caption aligncenter" style="width: 537px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/12022011755.jpg" rel="lightbox[16894]"><img class="size-medium wp-image-16899" title="forcella_dla_roa" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/12022011755-527x560.jpg" alt="forcella_dla_roa" width="527" height="560" /></a><p class="wp-caption-text">Il pendio finale prima della forcella</p></div>
<div id="attachment_16898" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/12022011754.jpg" rel="lightbox[16894]"><img class="size-medium wp-image-16898" title="forcella_dla_roa" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/12022011754-560x543.jpg" alt="forcella_dla_roa" width="560" height="543" /></a><p class="wp-caption-text">Gli ultimi metri prima della forcella e il ripido canalone con la Cima d&#39;Ega sulla destra</p></div>
<p><strong>Discesa:</strong><br />
La discesa segue il percorso fatto in salita o si può decidere di attraversare subito sotto le pareti rocciose che avevate a sinistra salendo. In questo caso la discesa diventa più ripida. Tenete conto che nel tratto di discesa vicino al rifugio Firenze dovrete togliervi la tavola brevemente per superare alcuni sali e scendi.</p>
<p>Arrivati in pista, seguitela fino ad arrivare al parcheggio della cabinovia da dove siete partiti!</p>
<div id="attachment_16900" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/12022011762.jpg" rel="lightbox[16894]"><img class="size-medium wp-image-16900" title="forcella_dla_roa" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/12022011762-560x377.jpg" alt="forcella_dla_roa" width="560" height="377" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;ampia valle da cui si sale e si scende anche!</p></div>
<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_16903" class="wp-caption aligncenter" style="width: 493px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/12022011774.jpg" rel="lightbox[16894]"><img class="size-medium wp-image-16903" title="forcella_dla_roa" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/12022011774-483x560.jpg" alt="forcella_dla_roa" width="483" height="560" /></a><p class="wp-caption-text">In discesa verso le Odle e il Seceda</p></div>
<div id="attachment_16901" class="wp-caption aligncenter" style="width: 464px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/12022011764.jpg" rel="lightbox[16894]"><img class="size-medium wp-image-16901" title="forcella_dla_roa" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/12022011764-454x560.jpg" alt="forcella_dla_roa" width="454" height="560" /></a><p class="wp-caption-text">Dalla cima del Corno d&#39;Ega si vede il ripido canale da fare in discesa e più in basso la Forcella de la Roa dove ci si può fermare senza per forza arrivare in cima!</p></div>
<p><strong>Possibili pericoli:</strong><br />
Itinerario piuttosto sicuro. Il punto più pericoloso per esposizione e inclinazione è il pendio subito sotto la forcella e il canalone finale che se si vuole fare richiede condizioni assolutamente sicure!</p>
<p><strong>Periodo favorevole:</strong> gennaio – marzo<br />
<strong>Dislivello metri in salita:</strong> 600 (2 ore circa). In discesa: 1050 (60 minuti ca.)<br />
<strong>Equipaggiamento:</strong> normale da backcountry (arva, pala, sonda, zaino portatavola, bastoncini, ciaspole di buona qualità) + eventualmente picozza e ramponi per l&#8217;ultimo tratto se ghiacciato.</p>
<p><a href="http://maps.google.com/maps/ms?client=ubuntu&amp;channel=fs&amp;oe=utf-8&amp;ie=UTF8&amp;hl=it&amp;msa=0&amp;msid=200070495864152681821.00049d073c58a1791b212&amp;ll=46.58494,11.764126&amp;spn=0.061113,0.135612&amp;t=h&amp;z=13" target="_blank">Vedi l’itinerario su Google Maps</a></p>
<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_16902" class="wp-caption aligncenter" style="width: 570px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/12022011765.jpg" rel="lightbox[16894]"><img class="size-medium wp-image-16902" title="forcella_dla_roa" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/12022011765-560x511.jpg" alt="forcella_dla_roa" width="560" height="511" /></a><p class="wp-caption-text">La facile e breve arrampicata di primo grado. E&#39; pur sempre arrampicata però!</p></div>
<div id="attachment_16904" class="wp-caption aligncenter" style="width: 420px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/12022011785.jpg" rel="lightbox[16894]"><img class="size-medium wp-image-16904" title="forcella_dla_roa" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/12022011785-410x560.jpg" alt="forcella_dla_roa" width="410" height="560" /></a><p class="wp-caption-text">La piccola malghetta da dove si parte e dove si può mangiare il panino a fine gita!</p></div>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Snowmotion Freeride Camp: Wild Wild Motion in Adamello</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Mar 2011 06:05:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[camp-school]]></category>
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		<category><![CDATA[adamelloski]]></category>
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		<description><![CDATA[Wild Wild Motion è il primo Freeride camp di Snowmotion che si tiene a 3000 metri di altezza: 2 giorni dedicati esclusivamente al fuoripista, alla sicurezza in montagna, al divertimento e soprattutto ad oltre 3300 metri di dislivello da fare in discesa per oltre 15 chilometri di puro freeriding!
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Wild Wild Motion è il primo Freeride camp di Snowmotion 					che si tiene a 3000 metri di altezza: </strong>2 giorni dedicati esclusivamente al fuoripista, alla sicurezza in montagna, al 						divertimento e soprattutto ad oltre 3300 metri di dislivello da 					fare in discesa	per oltre 15 chilometri di puro freeriding!</p>
<p><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/wwm11-ghiacciai-adamello-lobbie.jpg" rel="lightbox[16794]"><img class="size-medium wp-image-16796  aligncenter" title="wwm11-ghiacciai-adamello-lobbie" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/wwm11-ghiacciai-adamello-lobbie-570x191.jpg" alt="wwm11-ghiacciai-adamello-lobbie" width="570" height="191" /></a></p>
<p><strong>Wild Wild Motion significa&#8230; </strong>una notte in rifugio a 3000 metri di altezza, un corso chiaro e semplice dedicato alla sicurezza in montagna e in fuoripista, una delle più conosciute e spettacolari discese freeride delle Alpi: il ghiacciaio del Pisgana per oltre 12 chilometri da percorrere tavola o sci ai piedi attraverso un ambiente di rara bellezza, quello dei ghiacciai Adamello-Presanella!</p>
<p><strong>Wild Wild Motion è aperto a tutti e adatto a tutti! </strong>Grazie all&#8217;uso degli impianti di risalita del comprensorio Pontedilegno-Tonale, a piedi in 2 giorni si percorrono solamente 900 metri di salita mentre, in discesa, se ne fanno oltre 3300!<br />
Per partecipare a Wild Wild Motion non serve essere allenati o essere dei super rider, basta solamente tanta voglia di freeride e tanta voglia di scoprire il mondo del backcountry! Il tutto ovviamente con la massima sicurezza possibile grazie all&#8217;aiuto delle Guide Alpine Snowboarder del Passo del Tonale.</p>
<p><strong>Quanto costa Wild Wild Motion?</strong> Soltanto 180,00€ tutto compreso!</p>
<ul>
<li>1 notte in rifugio in pensione completa: pranzo, cena e colazione.</li>
<li>Il corso freeride pratica + teoria.</li>
<li>L&#8217;uso degli impianti di risalita AdamelloSki.</li>
<li>Il pranzo di domenica.</li>
<li>L&#8217;accompagnamento per tutto il periodo da parte delle Guide Alpine.</li>
<li>L&#8217;attrezzatura a noleggio per i primi che ne fanno richiesta.</li>
</ul>
<p>Wild Wild Motion è quello che stavi cercando se ti piace la montagna, il vero freeriding e vuoi imparare qualcosa di veramente utile per te i tuoi amici!</p>
<p>Per tutte le informazioni dettagliate e l&#8217;itinerario completo, visita il sito ufficiale e iscriviti subito: i posti sono limitati!</p>
<p><strong><a title="www.snowmotion.it" href="http://www.snowmotion.it" target="_blank">www.snowmotion.it</a></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/wwm11-discesa-pisgana.jpg" rel="lightbox[16794]"><img class="size-medium wp-image-16797 aligncenter" title="wwm11-discesa-pisgana" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/wwm11-discesa-pisgana-570x191.jpg" alt="wwm11-discesa-pisgana" width="570" height="191" /></a></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/wwm11-rifugio-lobbie.jpg" rel="lightbox[16794]"><img class="size-medium wp-image-16798 aligncenter" title="wwm11-rifugio-lobbie" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/wwm11-rifugio-lobbie-570x191.jpg" alt="wwm11-rifugio-lobbie" width="570" height="191" /></a></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/wwm11-salita.jpg" rel="lightbox[16794]"><img class="size-medium wp-image-16799 aligncenter" title="wwm11-salita" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/wwm11-salita-570x191.jpg" alt="wwm11-salita" width="570" height="191" /></a><br />
</strong></p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Itinerari Snowboard Alpinismo in Val Gardena: Col Turon (2655)</title>
		<link>http://www.snowboarditaliamag.it/itinerari-snowboard-alpinismo-val-gardena-col-turon</link>
		<comments>http://www.snowboarditaliamag.it/itinerari-snowboard-alpinismo-val-gardena-col-turon#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 12:05:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[freeride]]></category>
		<category><![CDATA[itinerari-freeride-alpinismo]]></category>
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		<category><![CDATA[snowboard alpinismo]]></category>
		<category><![CDATA[val gardena]]></category>

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		<description><![CDATA[La Val Gardena è una delle località più esclusive e chic delle Alpi: centinaia di chilometri di piste da sci che collegano tutti i più importanti gruppi dolomitici, decine e decine di impianti di risalita, un via vai continuo di turisti e parecchia confusione sia d'estate che d'inverno... La Val Gardena però, quella meno conosciuta e frequentata, è anche un'incredibile territorio freeride con decine e decine di itinerari per tutti i gusti e le difficoltà; immersi in un ambiente a dir poco superlativo!
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<div id="attachment_16843" class="wp-caption aligncenter" style="width: 580px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/col_turon_2.jpg" rel="lightbox[16836]"><img class="size-medium wp-image-16843 " title="col_turon" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/col_turon_2-570x322.jpg" alt="col_turon" width="570" height="322" /></a><p class="wp-caption-text">In salita subito dopo la prima forcella, l&#39;ambiente è a dir poco superlativo!</p></div>
<p>In Val Gardena troviamo alcuni dei più conosciuti ed importanti gruppi dolomitici tra i quali vala la pena ricordare il massiccio del Sella, il gruppo delle Odle, il Sassolungo e Sassopiatto, lo Sciliar e l&#8217;altipiano del Puez. Proprio quest&#8217;ultimo è dove si trova l&#8217;itinerario proposto: la salita al Col Turon (2655).</p>
<p>Il Col Turon, con la discesa attraverso la Val Chedul è una classica alpinistica di facile difficoltà seppur non esente da possibili pericoli soprattutto dopo abbondanti nevicate.<br />
Gli aspetti positivi di questa gita sono senza dubbio il poco dislivello che bisogna fare in salita e la lunga discesa verso valle che è circa il doppio della salita. Questo è possibile grazie alla cabinovia Dantercepies che ci fa fare oltre 600 metri di salita comodamente seduti!<br />
Gli aspetti maggiormente negativi riguardano la discesa che per un tratto considerevole è piuttosto pianeggiante e trasversale ma per fortuna quasi totalmente attraversabile tavola ai piedi. Controbilancia questo piccolo punto a sfavore, l&#8217;incredibile ambiente in cui siamo immersi: nel cuore delle Dolomiti Gardenesi in una valle solitaria e particolarmente affascinante.</p>
<div id="attachment_16844" class="wp-caption aligncenter" style="width: 580px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/col_turon_3.jpg" rel="lightbox[16836]"><img class="size-medium wp-image-16844" title="col_turon" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/col_turon_3-570x308.jpg" alt="col_turon" width="570" height="308" /></a><p class="wp-caption-text">La cima vista dalla seconda forcella</p></div>
<p><strong>Luogo di partenza </strong><a title="col turon" href="http://maps.google.it/maps/ms?ie=UTF8&amp;hl=it&amp;msa=0&amp;ll=46.560159,11.795883&amp;spn=0.030571,0.067806&amp;t=h&amp;z=14&amp;msid=200070495864152681821.00049cdfb2f1a07d49cf1" target="_blank">Vedi l&#8217;itinerario su Google Maps</a><br />
Selva di Val Gardena (40 minuti da Bolzano). Parcheggio cabinovia Dantercepies.</p>
<p><strong>Descrizione dell&#8217;itinerario in salita:</strong><br />
Arrivati a Selva di Val Gardena (BZ), parcheggiare in prossimità della cabinovia Dantercepies, acquistare un biglietto di sola andata dal modico prezzo di poco più di 6,00€ e salire fino in cima con la cabinovia.<br />
Una volta in cima, scendere lungo la pista per un breve tratto tenendo sempre la sinistra; appena si vede il rifugio/ristorante Clark, tagliare dalla pista sempre verso sinistra e mantenere la quota fino ad arrivare a qualche decina di metri dal rifugio. A questo punto, mettere la tavola in spalle, le ciaspole ai piedi e cominciare a salire lungo l&#8217;evidente forcella dietro al rifugio.<br />
Appena arrivati in cima alla forcella, continuare l&#8217;itinerario a piedi attraverso l&#8217;incredibile sequenza di sassi dolomitici, guglie e gugliette e tenendo sempre la sinistra. Questa è la parte più impegnativa del percorso dove bisogna essere sicuri delle condizioni della neve. Con neve dura, in poco più di 20 minuti si arriva facilmente ad un&#8217;altra forcella da dove si scollina. A questo punto si percorrono circa 100 metri in discesa in direzione nord (mettere la tavola!) fino ad arrivare nel bel mezzo della Val Chedul da dove è possibile vedere chiaramente verso Est la cima del Col Turon.<br />
Rimesse le ciaspole e la tavola in spalle, si affronta ora l&#8217;ultimo tratto di salita verso la cima. Per la traccia da seguire è consigliabile stare a sinistra della cima, raggiungere la croce alla Forcella de Crespeina e poi, salire verso la cima in poco più di un quarto d&#8217;ora.</p>
<p>L&#8217;orientamento durante la gita non è complicato ma neanche banale. La cima la si vede chiaramente già una volta arrivati alla prima forcella sopra il rifugio Clark. Una volta arrivati alla seconda forcella da cui si deve scendere brevemente nella Val Chedul, il percorso diventa subito più chiaro ed è impossibile sbagliare!</p>
<div id="attachment_16842" class="wp-caption aligncenter" style="width: 521px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/col_turon_1.jpg" rel="lightbox[16836]"><img class="size-medium wp-image-16842" title="col_turon" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/col_turon_1-511x570.jpg" alt="col_turon" width="511" height="570" /></a><p class="wp-caption-text">Subito dopo la prima forcella...</p></div>
<div id="attachment_16845" class="wp-caption aligncenter" style="width: 580px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/col_turon_4.jpg" rel="lightbox[16836]"><img class="size-medium wp-image-16845" title="col_turon" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/col_turon_4-570x351.jpg" alt="col_turon" width="570" height="351" /></a><p class="wp-caption-text">Ultimo tratto: dalla Forcella Crespeina alla cima</p></div>
<div id="attachment_16847" class="wp-caption aligncenter" style="width: 580px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/col_turon_7.jpg" rel="lightbox[16836]"><img class="size-medium wp-image-16847" title="col_turon" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/col_turon_7-570x321.jpg" alt="col_turon" width="570" height="321" /></a><p class="wp-caption-text">Finalmente in cima: la vista è spettacolare!</p></div>
<p><strong>Discesa:</strong><br />
Con condizioni sicure è possibile scendere direttamente dalla cime in direzione della Val Chedul attraverso un ripido pendio che porta direttamente sulla piana della Val Chedul. In alternativa si può percorrere il tragitto fatto in salita e scendere nel pressi della Forcella de Crespeina dove il terreno è meno ripido.<br />
Una volta scesi nella Val Chedul, stare o sul versante sud o su quello nord a seconda delle condizioni della neve e cercare di non perdere quota per superare agilmente il tratto pianeggiante. Appena fuori dal tratto pianeggiante, scendere lungo l&#8217;ampio vallone e andare verso il bosco da dove si prende il sentiero estivo (tenersi alla sinistra del torrente!) che si segue tutto quanto tavola ai piedi fino ad arrivare all&#8217;ingresso della Vallunga da dove in 5 minuti si torna al parcheggio della cabinovia da cui siamo partiti!</p>
<div id="attachment_16848" class="wp-caption aligncenter" style="width: 437px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/col_turon_8.jpg" rel="lightbox[16836]"><img class="size-medium wp-image-16848" title="col_turon" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/col_turon_8-427x570.jpg" alt="col_turon" width="427" height="570" /></a><p class="wp-caption-text">In discesa subito sotto la cima</p></div>
<div id="attachment_16850" class="wp-caption aligncenter" style="width: 437px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/col_turon_10.jpg" rel="lightbox[16836]"><img class="size-medium wp-image-16850" title="col_turon" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/col_turon_10-427x570.jpg" alt="col_turon" width="427" height="570" /></a><p class="wp-caption-text">Nel bosco lungo il sentiero estivo</p></div>
<p><strong>Possibili pericoli:</strong><br />
In salita il primo vero traverso e la breve salita alla seconda forcella: da fare con neve ben assestata e possibilmente con traccia già presente. I 100 metri di discesa da percorrere tavola ai piedi subito dopo la seconda forcella, esposti a nord, è meglio farli con condizioni sicure e possibilmente già tracciati.<br />
In discesa i punti di maggiori pericolo sono il ripido pendio subito sotto la cima del Col Turon (è possibile aggirarlo scendendo verso la Forcella de Crespeina da dove siamo saliti); il tratto di discesa verso il bosco subito dopo il tratto pianeggiante e l&#8217;ultimo pezzo di bosco dove per alcuni metri la traccia di discesa taglia un crinale piuttosto ripido.</p>
<div id="attachment_16849" class="wp-caption aligncenter" style="width: 580px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/col_turon_9.jpg" rel="lightbox[16836]"><img class="size-medium wp-image-16849" title="col_turon" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/col_turon_9-570x382.jpg" alt="col_turon" width="570" height="382" /></a><p class="wp-caption-text">Una vecchia valanga a lastroni prima di entrare nel bosco</p></div>
<p><strong>Periodo favorevole:</strong> gennaio – aprile<br />
<strong>Dislivello metri in salita: </strong>500 (2 ore circa). In discesa: 1050 (90 minuti ca.)<br />
<strong>Equipaggiamento:</strong> normale da backcountry (arva, pala, sonda, zaino portatavola, bastoncini, ciaspole di buona qualità)</p>
<p><a title="col turon" href="http://maps.google.it/maps/ms?ie=UTF8&amp;hl=it&amp;msa=0&amp;ll=46.560159,11.795883&amp;spn=0.030571,0.067806&amp;t=h&amp;z=14&amp;msid=200070495864152681821.00049cdfb2f1a07d49cf1" target="_blank">Vedi l&#8217;itinerario su Google Maps</a></p>
<div id="attachment_16846" class="wp-caption aligncenter" style="width: 456px"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/col_turon_5.jpg" rel="lightbox[16836]"><img class="size-medium wp-image-16846" title="col_turon" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/col_turon_5-446x570.jpg" alt="col_turon" width="446" height="570" /></a><p class="wp-caption-text">La solitaria Val Chedul vista dalla seconda forcella...</p></div>
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		<title>Prime Discese: Davide Capozzi e Roch Malnuit sul Col du Brouillard</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Feb 2011 08:25:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[freeride]]></category>
		<category><![CDATA[alpinismo]]></category>
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		<category><![CDATA[ripido estremo]]></category>

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		<description><![CDATA[Davide Capozzi e Roch Malnuit hanno portato a casa la prima discesa del couloir sud ovest del Col du Brouillard nel gruppo del Monte Bianco!
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Davide Capozzi e Roch Malnuit hanno portato a casa la prima discesa del couloir sud ovest del Col du Brouillard nel gruppo del Monte Bianco!</p>
<p>Dalla voce di Davide:</p>
<p>&#8220;Il Col du Brouillard è sempre nel lontanissimo ghiacciaio del Miage, ci siamo ritornati in quanto questa linea era la più logica e più bella lungo il versante Aiguilles Rouges du Brouillard. Un canale di 1100 metri a 45°, 50° con strozzature fino a 1,20 mt di larghezza. Abbiamo usato la corda per un tratto di 10 metri al fine di non prendere nessun rischio, vista la neve molto dura. Abbiamo scelto una giornata non molto bella&#8230; nevicava e la visibilità era ridotta. Non ho mai sentito nessuno che abbia sceso questo canale, in snowboard sicuramente no!</p>
<p>La difficoltà sta nel trovarlo sciabile interamente e a causa della sua esposizione si rovina rapidamente. Credo che dopo la discesa di Tardivel dal couloir di Punta Baretti, questa sia una nuova linea che tranquillamente verrà ripresa da altre persone se avranno l&#8217;accortezza di scegliere il momento giusto.</p>
<p>Non bisogna credere che sia così tutte le settimane, fare una discesa nuova non è facile, ma incredibilmente questo gennaio in cui non nevica mai e fa parecchio freddo ha fatto sì che sia stato possibile ingaggiarsi in linee nuove che probabilmente sarebbero rimaste abbandonate per i classici itinerari di sci ripido.&#8221;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/Col-du-Brouillard2011a.jpg" rel="lightbox[16645]"><img class="alignnone size-medium wp-image-16646" title="Col-du-Brouillard" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/Col-du-Brouillard2011a-570x356.jpg" alt="Col-du-Brouillard" width="570" height="356" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/Col-du-Brouillard2011b.jpg" rel="lightbox[16645]"><img class="alignnone size-medium wp-image-16647" title="Col-du-Brouillard" src="http://www.snowboarditaliamag.it/wp-content/uploads/2011/02/Col-du-Brouillard2011b-570x356.jpg" alt="Col-du-Brouillard" width="570" height="356" /></a></p>
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