Funzionamento Arva Digitali
Arva Pala Sonda
Nel recente passato sono stati introdotti alcuni apparecchi ARVA in grado di semplificare notevolmente le ricerche di sepolti multipli e le situazioni di seppellimenti profondi. Tali apparecchi sono costruiti utilizzando degli speciali circuiti elettronici chiamati DSP (Digital Signal Processor), capaci di eseguire elaborazioni digitali dei segnali analogici acquisiti.
La potenza di questi microprocessori ha consentito di rendere più raffinate le elaborazioni dei dati raccolti dall’apparecchio per mezzo di un numero sempre crescente di antenne. L’incremento di queste ultime si è reso necessario per consentire una migliore localizzazione dell’apparecchio trasmittente non solo sul piano orizzontale (possibile con due antenne), ma anche su quello verticale (tre antenne, utile nei seppellimenti profondi).
Oltre a ciò, sono stati inseriti negli apparecchi di ultimissima generazione (Barryvox PULSE, Pieps DSP e Ortovox S1) anche dei software che, analizzando gli impulsi generati dagli apparecchi in trasmissione, sono in grado di caratterizzare e quindi identificare ciascuna trasmittente. Questa è forse la più grande innovazione introdotta dagli ARVA digitali di seconda generazione: l’elaborazione dei segnali non avviene solo verificando l’intensità degli impulsi ricevuti, per dare un’indicazione della distanza e della direzione da cui provengono, ma anche analizzando le temporizzazioni con cui essi sono emessi, per stabilire quanti sepolti sono presenti nell’area di ricezione dell’apparecchio.
A questo proposito, vale la pena ricordare che le statistiche elaborate dall’Istituto Svizzero per la Ricerca su Neve e Valanghe (SLF) sugli incidenti da valanga evidenziano che più della metà degli scialpinisti totalmente sepolti sono coinvolti in un seppellimento multiplo (nel fuoripista la percentuale è un pochino inferiore, intorno al 30%).
L’obiettivo quindi dei produttori di ARVA è semplificare la soluzione di queste tipologie di casi, fornendo al soccorritore un metodo semplice e consistente che possa portare in tempi rapidi al ritrovamento di tutti i sepolti.
Purtroppo il raggiungimento di quest’obiettivo è assai arduo poiché la possibilità di identificare correttamente due o più segnali provenienti da ARVA diversi dipende grandemente dalle caratteristiche con cui questi ultimi trasmettono il proprio segnale.
Le specifiche internazionali EN 300 718, utilizzate per la costruzione degli ARVA, stabiliscono che gli apparecchi devono trasmettere precisamente sulla frequenza di 457KHz (la nuova norma emanata nel 2001 riduce la tolleranza rispetto alla frequenza nominale da 100 a 80Hz); la stessa norma però lascia ai produttori ampia libertà di scelta per quanto riguarda lo schema di trasmissione. Le specifiche, infatti, prevedono che il ciclo d’impulsi possa durare da 700 a 1.300 millisecondi, mentre la durata dell’impulso stesso può andare da 70 a 900 millisecondi. Pertanto il rapporto tra la presenza di segnale e il ciclo completo di trasmissione (duty cycle) può variare da un minimo del 10% a un massimo del 69%.
Chiaramente, a seconda dello schema utilizzato, la probabilità che due o più ARVA si coprano a vicenda può essere anche relativamente elevata, rendendo difficile l’analisi automatizzata che i nuovi ARVA digitali eseguono.
In uno studio effettuato negli Stati Uniti è stato evidenziato che quattro Ortovox F1 hanno il 10% di probabilità di sovrapporre il proprio segnale per periodi anche lunghi (10‐15 minuti); viceversa i Tracker DTS, avendo un impulso più breve, mostrano una probabilità molto minore di sovrapporre i propri segnali.
Un tentativo di mitigare questi problemi è stato fatto dalla tedesca Pieps che ha introdotto sui suoi ARVA una funzionalità che consente all’apparecchio di ‘ascoltare’ anche durante la trasmissione del proprio segnale: un’eventuale sovrapposizione con altri ARVA in trasmissione è risolta automaticamente spostando leggermente il proprio impulso. Purtroppo la portata di questa sensibilità in ascolto è piuttosto limitata (intorno ai 5 metri) e quindi non è detto che il ricercatore possa beneficiare dello stratagemma tecnico descritto, anche se, certamente, può essere utile nei casi di trasmettitori molto vicini, situazioni notoriamente più difficili da risolvere.
IMPORTANTE: le informazioni contenute in queste pagine sono indicative e superficiali. Per approfondire questi argomenti (neve, valanghe, autosoccorso, sicurezza, arva, pala, sonda, ecc), si consiglia di affidarsi a delle Guide Alpine o ai corsi del CAI. Non è pensabile acquisire conoscenze sufficienti per la sicurezza in montagna semplicemente leggendo queste pagine.






