Curva della soppravvivenza

Se una persona travolta da valanga viene liberata entro 15 minuti, le possibilità di sopravvivenza sono alte. Dopo i 15 minuti, la curva della sopravvivenza diminuisce in maniera esponenziale. Per questo motivo, i compagni non travolti sono le uniche persone in grado di estrarre una persona ancora viva da sotto la neve.

L’arrivo dei soccorsi, delle unità cinofile e dell’elicottero dal momento della chiamata al 118 (sempre che il telefono prenda), è comunque sempre superiore ai 15 minuti. Se qualcuno viene travolto interamente da una valanga e non è possibile individuarlo a vista, solamente i non travolti muniti di arva, pala e sonda possono essere in grado di salvarlo!

Dall’analisi dei dati elaborati dai dr. H. Brugger e M. Falk su oltre 700 casi di persone sepolte in valanga emerge che se si è estratti subito si ha più del 90% di probabilità di essere ancora vivi; le persone decedute risultano aver subito traumi particolarmente gravi, per cui sono deceduti durante il travolgimento (salti di roccia, neve bagnata e pesante, ecc).

Dopo i 15 minuti e fino a 45, la percentuale di sopravvivenza si abbassa drasticamente, fino a raggiungere il 25%: in questo lasso di tempo se il sepolto, cioè la persona che ha la testa ricoperta dalla neve, ha le vie respiratorie libere ma non ha possibilità di attingere all’aria (es. aria che filtra tra lastroni di neve con compattezza medio-elevata) entra in crisi respiratoria e muore per soffocamento (fase dell’asfissia).

Curva della sopravvivenza: dopo 15 minuti le possibilità di essere ancora in vita diminuiscono drasticamente.

L’attesa di un intervento qualificato di soccorritori, quali unità cinofile o Soccorso Alpino, in particolari situazioni può implicare tempi prolungati: difficoltà a far pervenire la richiesta di aiuto, difficoltà da parte dei soccorsi a raggiungere la zona dell’incidente per condizioni atmosferiche proibitive, ecc. In tali situazioni solamente condizioni particolarmente favorevoli, come presenza di aria e ferite non gravi, permettono al sepolto in valanga di sopravvivere (fase di latenza).

Più il tempo passa ed il sepolto rimane immerso nella neve, la cui temperatura può variare da 0° C a oltre –20° C, più il corpo tende gradualmente a raffreddarsi. Al di sotto dei 35 °C di temperatura corporea subentrano grosse difficoltà cardio-circolatorie che compromettono i principali organi vitali: il cuore ed il cervello. Dopo circa 90 minuti dall’incidente si verificano, probabilmente, i primi decessi per ipotermia (fase dell’ ipotermia).

Bisogna inoltre tenere presente che esiste una stretta relazione tra profondità di seppellimento e durata dello stesso: una persona sepolta entro i primi 50 cm di neve viene disseppellita mediamente entro 10 minuti (77% di probabilità di sopravvivenza), quella sepolta tra 50 e 100 cm viene estratta dopo circa 55 minuti (33%), se sepolta oltre i 100 cm il recupero avviene dopo circa 2 ore (19%).
Per questo motivo è fondamentale avere pale di metallo e non di plastica!

IMPORTANTE: le informazioni contenute in queste pagine sono indicative e superficiali. Per approfondire questi argomenti (neve, valanghe, autosoccorso, sicurezza, arva, pala, sonda, ecc), si consiglia di affidarsi a delle Guide Alpine o ai corsi del CAI. Non è pensabile acquisire conoscenze sufficienti per la sicurezza in montagna semplicemente leggendo queste pagine.

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