La Mia Pantera Preferita – Fuoripista della Busazza (2950)
Cronaca di un mercoledì di polvere ai piedi della grande Busazza nei pressi del Passo del Tonale. Un fuoripista di oltre 1100 metri continui di dislivello in compagnia di una delle migliori tavole da freeride esistenti in commercio, la Pantera di Nitro…
In salita Pantere in spalle…


Partenza ore 8.30 con la prima cabinovia che sale dal Passo del Tonale al Passo Paradiso per arrivare fino in cima al ghiacciaio Presena a quota 3.000 metri ed oltre.
Le condizioni ci sono tutte: mentre al sole di fine febbraio la neve comincia a scaldarsi, all’ombra, grazie alle numerose recenti nevicate, la polvere rimane esattamente come quando caduta dal cielo. Leggera, soffice, sufficentemente umida da creare il giusto feeling per enormi onde di polvere bianca… semplicemente perfetta da surfare!
Sole, temperatura all’ombra sotto zero, compagnia mista di sciatori e snowboarder, itinerario assolutamente vergine tutto da tracciare… go riding!
Una volta giunti in cima al ghiacciaio, per avvicinarsi alla partenza dell’itinerario la fatica richiesta non è poi molta: discesa a tutta polvere lungo l’incredibile fuoripista del Cantiere/Sgualdrina, a metà strada, variante tutta sulla destra e taglione laterale fin sotto la Cima Busazza (3350 m.) dove, finalmente, è ora di togliere la tavola per infilare le ciaspole e cominciare la breve risalita (circa 45 minuti) che ci porta ai piedi della vedretta della Busazza, proprio dove comincia il canalone Nord che scende dritto dalla cima tra salti di roccia e pendii esageratamente ripidi… proprio da qui cominciano gli oltre 1100 metri di discesa continua fin giù in valle dove comincia la vegetazione…
Quasi in cima…
La tavola che ho ai miei piedi è una vera e propria macchina da fuoripista: nose alto, largo e ben arrotondato; tail leggermente più stretto e basso; anima centrale in legno dura e reattiva; nose leggermente più morbido per facilitare la progressione anche su terreni decisamente frastagliati (crosta da vento, firn ghiacciato, cumuli gelati, ecc); sciancratura direzionale; passo arretrato; camber normale; soletta ultra fast e tanta tanta affidabilità generale per una tavola che resta, da ben 5 stagioni, sempre al top per quanto riguarda il vero freeriding!
Con la Pantera di Nitro ai piedi, il surfing furoripista non ha limiti: un metro di polvere, una crosta da vento, del firn gelato, neve bagnata primaverile, la Pantera ti porta ovunque e non ti tradisce mai!
Soprattutto quando c’è oltre un metro di polvere, questa tavola tira fuori le unghie e dimostra tutta la sua avanzata progettazione che è in grado di farla galleggiare in modo fenomenale rimanendo sempre facile da controllare ma sempre aggressiva e pronta a qualsiasi imprevisto si possa trovare in fuoripista!

Un ultimo tratto a piedi… ci siamo quasi!

La Pantera LX di due anni fa del mio collega…

Le prime traccie polverose: neve fantastica, giornata splendida… cosa chiedere di più?!
E dopo essermela portata fin quassù a spalle, finalmente per la mia Panterona è giunto il momento di dimostrare agli sciatori in mia compagnia che per i loro “padelloni” (tipico sci estremamente largo che serve a galleggiare in polvere come con uno snowboard), non ci sono possibilità di starmi dietro… una, due, dieci, venti, quaranta ondone di polvere bianca ed ecco che I 1100 metri di dislivello vengono letteralmente bruciati da me e la mia Pantera…
Gli sciatori che mi precedono non possono che tacere: padelloni o no, una giusta tavola da fuoripista (anzi… “LA” tavola da fuoripista), il giusto rider e le giuste condizioni di neve e terreno danno polvere da mangiare a qualsiasi sciatore freerider, anche al più estremo munito dei più larghi “padelloni” che si possono trovare in commercio!

Ancora tracce polverose in discesa

Viste da sotto, le nostre tracce su terreno vergine dopo 500 metri di discesa… ne mancano ancora di metri in giù per arrivare in fondo!!

Sono 5 anni che uso la Pantera, da quando ha preso il posto della mitica Super Natural, Shogun ed altre vecchie tavole di Nitro… Ho provato di tutto e di più in fatto di tavole da freeride ma non c’è storia. Quando si parla di “big mountain freeriding” esiste una sola tavola!
Non è ovviamente detto che per tutti sia così, vale però la pena di provarla almeno una volta per capire cos’è in grado di offrire una semplice tavola da snowboard. Il prezzo, se pensiamo alla qualità del prodotto, non è neanche esageratissimo: attorno ai 500€.
Se siete degli amanti del vero fuoripista, al prossimo test tavole Nitro vi consiglio vivamente di farci un giro… fuoripista ovviamente!
Personalmente uso una 160 quando c’è polvere e una 157 per fuoripista estremi oltre i 45°. La tavola si comporta ottimamente in tutte le situazioni possibili immaginabili. Non fatevi impressionare dalla durezza dell’anima centrale, dopo esservi abituati capirete per quale motivo una tavola da freeride non deve essere una mozzarella ma piuttosto una “putrella” in grado di assorbire qualsiasi colpo, anche il più deciso, senza mai perdere le proprie caratteristiche tecniche e meccaniche.

Stretto canalino pieno di polvere…


I miei fidati compagni di polvere!
NOTE SUL FUORIPISTA DELLA BUSAZZA:
Il fuoripista della Busazza è un itinerario di media difficoltà (da non confondere con la discesa dalla cima della Busazza, riservata solamente ad alpinisti molto esperti ed attrezzati!!) che comincia proprio ai piedi del canalone nord che porta diretto in vetta.
Per percorrere questo itinerario con la tavola è necessaria prudenza, neve assestata, tutto il kit completo arva+pala+sonda, un po di esperienza backcountry e parecchia resistenza fisica in quanto la salita è breve ma per arrivare a Velon dove si trova la macchina precedentemente lasciata, bisogna affrontare circa 5 km di piattone a spinta tavola ai piedi e bastoni in mano (quello che solitamente chiamo vero e proprio “snowboard di fondo” ![]()
L’itinerario va organizzato logisticamente con due macchine: una si usa per salire alla partenza della cabinovia Paradiso al Passo del Tonale ed una va lasciata a Velon (subito sotto Vermiglio a 10 km dal Tonale) all’arrivo del fuoripista.
Dislivello complessivo: 1600 metri di cui 1100 continui senza interruzioni!
Partenza a quota 2850 metri, arrivo a 1250 circa.
Itinerario di alta montagna in campo aperto. Consigliabile farsi accompagnare da una guida alpina. Ancora più consigliabile percorrerlo con una Pantera!
Luca Principe
(22 marzo 2010)© Riproduzione riservata






