Itinerari Snowboard Alpinismo in Val Gardena: Col Turon (2655)
La Val Gardena è una delle località più esclusive e chic delle Alpi: centinaia di chilometri di piste da sci che collegano tutti i più importanti gruppi dolomitici, decine e decine di impianti di risalita, un via vai continuo di turisti e parecchia confusione sia d’estate che d’inverno… La Val Gardena però, quella meno conosciuta e frequentata, è anche un’incredibile territorio freeride con decine e decine di itinerari per tutti i gusti e le difficoltà; immersi in un ambiente a dir poco superlativo!
In Val Gardena troviamo alcuni dei più conosciuti ed importanti gruppi dolomitici tra i quali vala la pena ricordare il massiccio del Sella, il gruppo delle Odle, il Sassolungo e Sassopiatto, lo Sciliar e l’altipiano del Puez. Proprio quest’ultimo è dove si trova l’itinerario proposto: la salita al Col Turon (2655).
Il Col Turon, con la discesa attraverso la Val Chedul è una classica alpinistica di facile difficoltà seppur non esente da possibili pericoli soprattutto dopo abbondanti nevicate.
Gli aspetti positivi di questa gita sono senza dubbio il poco dislivello che bisogna fare in salita e la lunga discesa verso valle che è circa il doppio della salita. Questo è possibile grazie alla cabinovia Dantercepies che ci fa fare oltre 600 metri di salita comodamente seduti!
Gli aspetti maggiormente negativi riguardano la discesa che per un tratto considerevole è piuttosto pianeggiante e trasversale ma per fortuna quasi totalmente attraversabile tavola ai piedi. Controbilancia questo piccolo punto a sfavore, l’incredibile ambiente in cui siamo immersi: nel cuore delle Dolomiti Gardenesi in una valle solitaria e particolarmente affascinante.
Luogo di partenza Vedi l’itinerario su Google Maps
Selva di Val Gardena (40 minuti da Bolzano). Parcheggio cabinovia Dantercepies.
Descrizione dell’itinerario in salita:
Arrivati a Selva di Val Gardena (BZ), parcheggiare in prossimità della cabinovia Dantercepies, acquistare un biglietto di sola andata dal modico prezzo di poco più di 6,00€ e salire fino in cima con la cabinovia.
Una volta in cima, scendere lungo la pista per un breve tratto tenendo sempre la sinistra; appena si vede il rifugio/ristorante Clark, tagliare dalla pista sempre verso sinistra e mantenere la quota fino ad arrivare a qualche decina di metri dal rifugio. A questo punto, mettere la tavola in spalle, le ciaspole ai piedi e cominciare a salire lungo l’evidente forcella dietro al rifugio.
Appena arrivati in cima alla forcella, continuare l’itinerario a piedi attraverso l’incredibile sequenza di sassi dolomitici, guglie e gugliette e tenendo sempre la sinistra. Questa è la parte più impegnativa del percorso dove bisogna essere sicuri delle condizioni della neve. Con neve dura, in poco più di 20 minuti si arriva facilmente ad un’altra forcella da dove si scollina. A questo punto si percorrono circa 100 metri in discesa in direzione nord (mettere la tavola!) fino ad arrivare nel bel mezzo della Val Chedul da dove è possibile vedere chiaramente verso Est la cima del Col Turon.
Rimesse le ciaspole e la tavola in spalle, si affronta ora l’ultimo tratto di salita verso la cima. Per la traccia da seguire è consigliabile stare a sinistra della cima, raggiungere la croce alla Forcella de Crespeina e poi, salire verso la cima in poco più di un quarto d’ora.
L’orientamento durante la gita non è complicato ma neanche banale. La cima la si vede chiaramente già una volta arrivati alla prima forcella sopra il rifugio Clark. Una volta arrivati alla seconda forcella da cui si deve scendere brevemente nella Val Chedul, il percorso diventa subito più chiaro ed è impossibile sbagliare!
Discesa:
Con condizioni sicure è possibile scendere direttamente dalla cime in direzione della Val Chedul attraverso un ripido pendio che porta direttamente sulla piana della Val Chedul. In alternativa si può percorrere il tragitto fatto in salita e scendere nel pressi della Forcella de Crespeina dove il terreno è meno ripido.
Una volta scesi nella Val Chedul, stare o sul versante sud o su quello nord a seconda delle condizioni della neve e cercare di non perdere quota per superare agilmente il tratto pianeggiante. Appena fuori dal tratto pianeggiante, scendere lungo l’ampio vallone e andare verso il bosco da dove si prende il sentiero estivo (tenersi alla sinistra del torrente!) che si segue tutto quanto tavola ai piedi fino ad arrivare all’ingresso della Vallunga da dove in 5 minuti si torna al parcheggio della cabinovia da cui siamo partiti!
Possibili pericoli:
In salita il primo vero traverso e la breve salita alla seconda forcella: da fare con neve ben assestata e possibilmente con traccia già presente. I 100 metri di discesa da percorrere tavola ai piedi subito dopo la seconda forcella, esposti a nord, è meglio farli con condizioni sicure e possibilmente già tracciati.
In discesa i punti di maggiori pericolo sono il ripido pendio subito sotto la cima del Col Turon (è possibile aggirarlo scendendo verso la Forcella de Crespeina da dove siamo saliti); il tratto di discesa verso il bosco subito dopo il tratto pianeggiante e l’ultimo pezzo di bosco dove per alcuni metri la traccia di discesa taglia un crinale piuttosto ripido.
Periodo favorevole: gennaio – aprile
Dislivello metri in salita: 500 (2 ore circa). In discesa: 1050 (90 minuti ca.)
Equipaggiamento: normale da backcountry (arva, pala, sonda, zaino portatavola, bastoncini, ciaspole di buona qualità)
Vedi l’itinerario su Google Maps
(23 febbraio 2011)© Riproduzione riservata















