Come mai uno come Andy Kirkpatrick è diventato un alpinista?

Ragazzo con problemi di dislessia, adolescenza travagliata, una moglie e una figlia alle spalle che gli ricordano le sue responsabilità alle quali invece vuole sfuggire, ossessionato dall’idea di scalare e che l’alpinismo con la A maiuscola sia solo quello invernale, Andy sembra avere una predisposizione innata per cacciarsi in pericoli assurdi che coinvolgono direttamente anche il lettore.
Andy non si vergogna mai della paura e dei dubbi che sembrano accompagnare come un’ombra ogni sua mossa, mentre gli obiettivi fisicamente e psicologicamente scoraggianti che si impone, rischiano costantemente di soffocarlo. Ma sono la sua vitalità e il suo entusiasmo trascinante per l’arrampicata e per i luoghi totalmente inaccessibili, fino all’estrema scommessa, a rendere così avvincente la lettura.

Un’escalation spaventosa ma raccontata brillantemente e con un asciutto umorismo “very British” fino al coronamento di un progetto ambizioso: l’ascensione in solitaria della Reticent Wall su El Capitain in Yosemite.

Vincitore nel 2008 del Premio Boardman Tasker.

Andy Kirkpatrick Psycho

(11 novembre 2011)© Riproduzione riservata

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