Basti Park: da non credere!
E questa qui è proprio una bella storiellina che arriva fresca fresca dal quartier generale Nike 6.0!
Alla fine basta un pò di neve, un’enorme spazio di proprietà e tanta voglia di fare… il problema più grande rimane il terreno… guardate quanto ne hanno usato i due ragazzini tedeschi per farsi lo snowpark praticamente dentro casa…Dato che il riding dopo il lavoro non è mai stata una cosa semplice, Rittig and Stefan “Haisa” Markhauser hanno pensato ad una soluzione: costruire il proprio park nella fattoria dove Haisa vive con sua madre.
Con l’aiuto di Nike 6.0 e un bel pò di sacrificio sono riusciti a trasformare il loro sogno in realtà. Questo articolo parla dell’esperienza che si è conclusa con la nascita del park di riferimento della scena sud-bavarese neanche troppo lontano dal confine con le Alpi e l’Italia…
L’avventura è partita con il taglio di alberi giganti, passaparola senza connessioni internet o telefoniche e la parte più difficile di tutte: riuscire a trovare un gran bel posto in mezzo al niente.
In una sera d’estate, il sogno di Basti Rittig e Stefan “HaisA” Markhauser di avere un proprio park nella in mezzo agli alberi che li permettesse di girare dopo il lavoro, prese vita. Con le proprie mani e l’aiuto di Nike 6.0, i due non solo sono riusciti a completare il lavoro, ma hanno realizzato una vera e propria utopia. Benvenuti al “HaisA park”, sempre che riusciate a trovarlo!
In tutto il mondo la maggior parte delle buone idee nasce alla seconda o terza birra. “Come sarebbe se..? Se potessimo solo…!” oppure “dai, facciamolo..”. L’unico problema è che il 99% di queste idee, alla fine, finiscono in una bolla di sapone perchè a qualcuno tocca assumersi l’arduo compito di portare a termine quel simpatico lavoretto. Ma nel caso della “shred farm”, qualcosa è andata diversamente. Sia Basti Rittig and Stefan HaisA sono stati semplicemente più professionali di tutti gli altri sognatori, compresi tu ed io, e forse quella sera avevano bevuto talmente tanta birra da riuscire a mettere da parte tutti i dubbi che avrebbero impedito ad un parco del genere di esistere.
Benvenuti all’ “haisa park”, uno dei migliori spot al mondo che il tuo GPS avrà mai l’occasione di trovare.
Ma prima di tutto iniziamo con il sogno dei due ragazzi. L’area da dove provengono Basti Rittig and Stefan Haisa si trova nel sud-bavarese, ad Oberland, Germania. Un posto talmente fuori mano che nessun abitante si sentirà offeso se la chiamerete terra di nessuno. Ed è proprio lì che Basti Rittig and Stefan Haisa si trovarono a bere birra davanti ad un fuoco nel bel mezzo di una sera estiva.. All’improvviso ecco un’idea, “Come sarebbe se costruissimo un park davanti alla nostra fattoria dove poter surfare tutta la notte dopo il lavoro?”. L’unico vero problema sarebbe stata la velocità, tralasciando ovviamente il fatto di comunicare alla madre di Haisa che l’intera proprietà sarebbe stata trasformata in uno snowpark. Infatti l’area non era abbastanza scoscesa da permettere l’acquisto di velocità necessaria a superare gli ostacoli che i due ragazzi avevano in mente. La soluzione perfetta arrivò all’ennesima birra: allungando il tetto della loro vecchia fattoria fino al terreno, questo poteva essere sfruttato per prendere la rincorsa.
Dopo un paio di settimane, i primi alberi incominciarono ad essere potati. E non stiamo parlando i piccoli cespugli, ma di alberi enormi. Nessuno sa come i ragazzi siano riusciti a non farsi schiacciare da questi alberi giganteschi (“hey, scommetto che la direzione in cui cadrà l’albero sarà questa se taglio l’albero esattamente qua!”) e da quel momento in avanti, Basti incominciò a spedire email ai suoi amici, con le foto del park che diveniva ogni giorno più grande. Ciò che rendeva il park così speciale è che i ragazzi non sono mai partiti dal basso con impianti ridotti per poi procedere un passo alla volta per ingradirlo, bensì Basti and Stefan iniziarono direttamente con delle installazioni gigantesche, tutto ciò che veniva costruito era già enorme alla sua nascita. I due ragazzi avevano una visione, un obiettivo che li guidava, verso il quale si sono diretti immediatamente.
L’intero progetto di costruzione partì in perfetto stile ghetto: tutti gli amici lavorarono insieme, come pazzi- 10 persone in un cortile, tagliando alberi, costruendo rampe, coprendo le ringhiere di legno per renderle scorrevoli e installando le luci per permettergli di lavorare anche di notte… Quando gli alberi incominciarono a cadere, le luci ad accendersi, i vicini dovranno aver pensato che era in corso la preparazione di una guerra mondiale, ma il problema non sussiste dato che come è noto non esistono vicini nella terra di nessuno.
Per ingigantire ancora di più il park, in aiuto di Basti intervenne Nike 6.0, permettendo ai rider del proprio team di prendere parte alla costruzione dell’ultima fase del progetto. Questo è stata determinante per dare al park l’aspetto che ha oggi,ovvero uno spazio completamente sviluppato che insieme a due o tre birre possono realizzare il tuo sogno. E finalmente, dopo innumerveoli duri giorni, il lavoro dei ragazzi venne ripagato. Ecco un po di quello che potete trovare al park: una torre di 10 m high drop-in costruita per acquistare velocità e superare un albero di 15 m sdraiato.; un 10 m rainbow tree, un 5 m up-gap con 5 m down tree, un wallride, un 25 m long A-frame rail; un 10 m up to drop tree; un north shore obstacle; un down-flat-down double-kinked rail sula nuova extension dal tetto della fattoria e molte altre cose. Pur essendo un park da cortile offre un sacco di ostacoli diversi. Buona parte di questi sono per lo più di media grandezza in modo che chiunque possa trovare l’ostacolo adatto al proprio livello.
Una delle cose migliori del park, a parte il fatto che è incredibile, è come i due ragazzi hanno sparso la voce della sua esistenza. La maggior parte delle persone avrebbero tenuto il segreto… e come potresti biasimare qualcuno che vuole tenere segreto il proprio snowpark nel cortile di casa?
Ma quando il paradiso del contadino venne completato, Basti e il suo amico Haisa incominciarono ad invitare i loro amici e per farlo Haisa non ebbe bisogno di nessun tipo di tecnologia avanzata, ma solamente di dirlo ad un pò di persone, anche perchè dopo tutto il park non era stato concepito come spot segreto ma come un posto dove chiunque era ben accetto. Con lo stupore di tutti, sembrava che Haisa divenisse sempre più felice ogni volta che più gente arrivava. Quando l’intera cosa esplose, lui non solo la accettò, ma ne rimase completamente innamorato. Non era inusuale per lui tornare a casa e trovare un’armata di auto parcheggiate davanti a casa sua e incontrare gente mai vista prima gironzolargli per il cortile. Espressioni del tipo “yeah yeah yeah” divennero per lui il modo di reagire a qualsiasi cosa succedesse. “E non è tutto!” sottolinea il fotografo Hans Herbig. “Hans è talmente ospitale che puoi essere certo che quando arriverai al park sicuramente ti offrirà una birra”. E sua madre sicuramente non è da meno tanto che, invece di diserdare suo filgio Hans, gli è rimasta vicina durante il corso di tutta la costruzione, per cui potete facilmente immaginare lo spirito di famiglia.
Tutto questo si è trasmesso in qualche modo alle sessions che prendono vita nel park. Non si è mai visto nessuno che volesse mettersi in mostra, nessun poser, niente – solo genuino e ignorante shreddey tra gli amici. La maggior parte delle persone che si spaccano le ossa alla fattoria sono ad un livello base ma allo stesso tempo sono gli stessi che con il loro aiuto sono riusciti a dare forma al park rendendolo sempre più grande, ed è questo lo spirito che guida i riders che accorrono a visitarlo. Tutti sono semplicemente grati per lo splendido park e felici perchè questo esista. I riders provengono per lo più dall’area di Oberland e dintorni. La cittadina si trova a 60 kilometri da Monaco e nonostante sia un pò nascosta è piuttosto accessibile. Anche le persone di altri paesi si recano regolarmente al park come i riders scandinavi o chiunque abbia un filming project nell’area. Ad un certo punto tutti questi ragazzi che sentono parlare di quanto meraviglioso sia questo posto si dirigono la. Ed internet diventa il canale con il quale le persone si organizzano: “hey, io e XY andiamo martedì, vieni con noi?” “io vengo venerdi sera e non porterò la birra per te!”. Grazie al passaparola, l’Haisa park si è ormai radicato sulla scena locale.
Non ci sono cartelli stradali o qualunque altra cosa che indica la direzione giusta e se avrai l’occasione di incontrare qualcuno sulla strada non è detto che questo possa indicarti la strada. “La maggior parte delle persone che viene al park per la prima volta si perde letteralmente nella foresta” dice Basti Rittig. E non è neanche inusuale che gente che ha già visitato il park in precedenza chiami per chiedere informazioni sulla strada, per poi seguire indicazioni del tipo “sinistra, destra, sinistra, sinistra, destra”. Ci sono talmente tante piccole strade diverse, che trovare quella diretta al park diventa molto difficile.
Anche le persone che ci sono già state hanno problemi nel trovarla perchè il paesaggio è pressochè identico lungo tutto il percorso. Si dice che un regista della ISENSEVEN si sia perso tre volte lungo la strada. Comunque il park e l’ospitalità di Haisa sono la giusta ricompensa che ripagherà tutte le difficoltà per arrivarci.
E una cosa è certa: se sei uno snowboarder, arrivare al park diventerà per te un OBBLIGO. Con l’aiuto di Nike 6.0, Basti e Stefan hanno messo su un park incredibile. Ci sono volute idee audaci e azioni coraggiose per finirlo. Lo snowbard ha bisogno di riders di questo tipo- o forse solo più birra Tegernsee Spezial per raggiungere quel livello di impegno e dedizione. Gran bel lavoro ragazzi e grazie a Nike 6.0 per il supporto! Figata! w la dutscholandia! …ma se poi non nevica?!?!






(1 aprile 2009)© Riproduzione riservata






