Alessandro Bruno Itw
La prima cosa che mi sento di dover dire è “Scusa Ale!”, perchè questa intervista doveva essere realizzata e pubblicata prima della fine della scorsa stagione; poi la mia mala organizzazione ha fatto il resto e rieccoci qui…l’abbiamo dovuta rifare. Ale è un ragazzo proveniente dalle zone limitrofe a Prato Nevoso, che ovviamente è anche il suo home resort. E’ un rider potente a cui piace andare grosso e non curarsi troppo se il colore della sua giacca è in linea con i trend della stagione. Se vi capita di andare a Prato guardate il kicker più grosso e aspettate di vedere un rider che atterra a fine landing…con tutta probabilità è Ale.

Ok Ale, allora eccoci qui, finalmente dopo aver programmato sta benedetta itw da dicembre o forse prima, dopo mesi riusciamo a portarla a termine. Allora prima di tutto chi è Alessandro Bruno?
Ciao Ross è un vero piacere rispondere alla tua intervista!Che posso dire…sono un rider di 28 anni che, impegni permettendo, dedica più tempo possibile allo snowboard: mi divido tra Prato Nevoso, il mio home resort, e Torino, dove studio e lavoro.
Per quel poco che ti conosco posso dire che sei un rider molto determinato e potente, amante dell’andar grosso e dai pochi fronzoli, non particolarmente interessato alla parte fashion dello snowboard ed una persona molto spontanea. Ho centrato il bersaglio? Cosa ho dimenticato o sbagliato?
Hahahaha non saprei come risponderti, anche perché preferisco che siano gli altri a parlare di me!
Sicuramente amo girare su kickers o jumpare in fresca, gli air mi danno una sensazione di libertà e benessere che non riesco a ritrovare nel jibbing.
Mi rendo conto che questa affermazione può suonare in contrasto con le evoluzioni più recenti dello snowboarding: oggi lo street sembra farla da padrone…come anche la tendenza da parte di molti a curare esageratamente atteggiamenti o abbigliamento, facendo diventare lo “stile” la cosa più importante da curare durante le proprie uscite con la tavoletta.
A me importa di più la rilassatezza che si prova quando giri con gli amici o l’impazienza che ti prende alla vigilia di una giornata di freeride.
Marco (N.d.r Comisi, team manager hostile) dice che sei anche come un Dr Jeckill e Mr. Hide ma controllato, nel senso che sai scatenarti sulla tavola o ad un party così come puoi ben figurare ad una riunione in giacca e cravatta…che mi rispondi?
Vivere due cose apparentemente così distanti (vita da ufficio e snowboard) non fa che aumentare la mia apertura mentale!!!
A proposito, cosa fai nella vita di tutti i giorni vale a dire solitamente dal lunedi’ al venerdi’?
Sto terminando la pratica forense in uno studio di Torino, di conseguenza trascorro le mie otto ore giornaliere in ufficio pensando a come chiudere certi tricks nel week-end.
La sera dopo il lavoro mi divido tra palestra, la ragazza e gli amici.
Il tuo sponsor principale è Hostile Snowboards, company di tavole Italiana . Cosa ne pensi di una piccola company Italiana in un mercato saturo di marchi da ogni dove?
Hostile è una realtà unica nel panorama dello snowboard italiano, in continua espansione ed evoluzione, così come la qualità dei suoi prodotti.
Ma la cosa più importante che caratterizza Hostile è l’unione dei suoi membri e la sua attitudine genuina nei confronti dello snowboard: fin da quando sono entrato a far parte della famiglia sono rimasto stupito dalla passione che emana ,da Gianni e Andrea, un amore vero e immutato verso uno sport che continua a trasmettermi una grande energia, così come è produttivo il dialogo tra i membri del team e i dirigenti del marchio per tutto quello che riguarda l’evoluzione dei materiali.

Credi che fino ad ora l’insuccesso di molti i progetti legati allo snowboard partiti dall’Italia sia da imputare ad una cattiva gestione, al fatto che la gente dietro ad essi non fossi sufficientemente motivata o per cosa?
Ritengo che la causa principale del livello, per certi versi più arretrato rispetto a quello europeo dello snowboarding in Italia, sia da imputare ad una scorretta mentalità che nel tempo ha contribuito a rallentare la crescita di questo sport, relegandolo in secondo piano, quasi fosse un mondo da non prendere sul serio.
Mi riferisco alle dirigenze di molte stazioni sciistiche, che negli anni sono stati incapaci di riconoscere la forza che risiede nello snow, come alla diffusa attitudine caratterizzata da troppa miopia, diffidenza e localismo tale da aver impedito tutta la rilevanza mediatica che questo sport si merita, con tutte le conseguenze in termini economici e tecnici che derivano.
Però le cose da un po’ di tempo stanno cambiando, come è facile vedere dal livello dei riders in crescita esponenziale e dalla qualità e numero degli snowparks.
Per fortuna sono passati da anni i tempi in cui ci si doveva spalare da soli strutture spacca-ginocchia a bordo pista!
A me Hostile pare diverso, a parte il fatto che effettivamente dietro c’è una professionalità ed un supporto economico vero; vedo anche una grande coesione tra i team riders, voglio dire molte volte si parla di team ma in realtà sono team solo sulla carta ed in realtà si incontrano tipo 2 volte all’anno. Voi di Hostile no, siete sempre in cerca di qualcosa da fare assieme: una session in street, un salto in backcountry….tu che ne pensi?
Hai colto nel segno.
Oltre che compagni di team molti di noi sono in ottimi rapporti, siamo amici anche al di fuori del tempo che passiamo sulla neve: lo snowboard, grazie a Hostile, è il collante principale che ci ha unito, e questa spontaneità è solo un aspetto dell’attitudine unica che caratterizza questo brand.

E cosa fa Ale Bruno quando non ha una tavola agganciata ai piedi?
Quando posso vado a qualche concerto metal o in giro a fare macello con gli amici in qualche locale…certo mai abbastanza!
Cosa ne pensi della nuova tendenza legata al rocker inverso? So da fonti abbastanza certe che tu spesso giri con una tavola dal camber tradizionale..credi che non sia quindi sta gran invenzione? Parlami del tuo setup…
Mai come nel discorso “camber” le scelte di ognuno sono dettate dai gusti: io preferisco il feeling che trasmette il camber tradizionale, è insuperabile per quanto riguarda versatilità, reattività e pop sui salti, ma sicuramente la sperimentazione è importante, così come diversificare le caratteristiche delle tavole per andare incontro a esigenze diverse.
Giro con una Thunder 153, tavola twin tip da freestyle a camber tradizionale, con un passo abbondante (62 credo) ,+18 -12 lo stance, attacchi BkSpace e boots Team…tutto naturalmente Hostile Snowboards!
Una company Italiana un paio di anni fa a skipass si presentava con il payoff “snowboarding is dead”. Sei d’accordo o semplicemente sta cambiando pelle?
Lo snowboarding, come gli altri sport di scivolamento trasversale, non morirà mai…ne è prova il numero sempre più alto di kids dotati di un livello tecnico anni fa impensabile!
Di sicuro sta cambiando il modo di viverlo e di esprimerlo, la professionalità degli operatori del settore e il maggiore impatto mediatico.
Il tuo home spot è Prato Nevoso, un resort che vanta una storia importante nello snowboard nazionale, grazie a personaggi come Dino Bonelli e non solo….A Prato ha sede uno dei più importanti musei di snowboard a livello mondiale e Prato crede nello snowboard mantenendo un park da tantissimi anni…sei orgoglioso delle tue origini?
Sono molto orgoglioso di girare a Frabosa e a Prato Nevoso, anche perché ho la fortuna di aver visto i frutti del grande lavoro che hanno fatto questi personaggi leggendari che hai citato, come anche Gherry dello Snowpark di prato, che hanno contribuito a far sì che si sviluppasse un park di livello in anni in cui in Italia c’era l’assenza quasi totale di strutture per il freestyle.
Quando ho droppato per la prima volta nel pipe di Prato quasi non ci credevo!
E poi girare in questa zona mi dato la possibilità di conoscere a fondo e amare un resort molto soddisfacente anche per il freeriding…

Ok Ale, grazie mille del tuo tempo. Spero di incontrarti presto a Prato Nevoso o comunque in giro per i monti e magari pensare con te da una nuova tavola Hostile! Last words?
Grazie a te e a Behind per il supporto!
Approfitto delle ultime righe per un abbraccio a mum&dad (i primi sponsor!) e un grazie innanzitutto ad Andrea e Gianni Roà di Hostile Snowboard per il supporto e la fiducia dimostratami negli anni, ai miei compagni di team (a proposito state all’ occhio ad Andrea Dollars, nuovo rider di Hostile Snowboards perche farà parlare di se) e a tutti quelli della crew di Pratonevoso e Savona, perché sono riders che spaccano e che mi spingono ad andare grosso senza risparmiarmi, a Marco Comisi e a Claudio Sasso , a Gherry e i ragazzi del park, al pugilato, alla mia ragazza per la sua pazienza e a tutti i miei amici: peace, brotherhood and respect!
Itw: Ross Foto: Simone Magni e Claudio Sasso
(15 novembre 2011)© Riproduzione riservata






